Here we socks again.

Credo di non aver mai fatto mistero di quanto mi mettesse a disagio il dover interagire con buona parte del panorama italiano della maglia costituito da designer e pseudo-tali, gruppi e gruppetti, fanatiche col prosciutto sugli occhi ed amanti del cattivo gusto. Del resto anche per questo ho abbandonato Facebook, ad un certo punto l'atmosfera era diventata così deprimente che non avevo più l'entusiasmo e l'energia di creare come facevo un tempo.
Poi per fortuna il destino riesce sempre a mettere sulla nostra strada persone straordinarie ed è davvero del tutto casualmente che ho conosciuto Arianna ed ho ricominciato a lavorare con quello spirito gioioso e fuori-dal-coro che caratterizza i miei modelli.
In questi giorni si conclude l'esperienza del Kal-zino iniziata all'inizio dell'estate e Ravelry si conferma il luogo ideale (a volte forse un po' appartato, ma va bene così) dove incontrare persone realmente appassionate, desiderose di imparare e di insegnare ciò che conoscono meglio senza l'arroganza che ho percepito spesso altrove.



Per chi non conoscesse l'iniziativa dirò in breve che per qualche mese abbiamo sferruzzato i modelli scelti liberamente da ciascun membro del gruppo. Fra i vari pattern (gratuiti e non), anche quelli messi a disposizione per i soli partecipanti da me (le Zellige nell'immagine qui sopra) e da Myriam Forneris (le Mon Armour Socks). 




Oltre ad una montagna di bellissime calze realizzate con i filati più vari, il Kal ha a mio avviso avuto il merito di creare una piccola ma solida comunità di appassionate (del genere e non) e di creare un ponte fra la creatività straniera e quella nostrana, dimostrando che la maglia di qualità "parla anche l'italiano" senza doversi necessariamente esprimere in inglese.
Per me che disegno calze da prima che diventasse argomento trendy e fin troppo sdoganato (con la conseguenza che ormai cani e porci si sentono in dovere di tenere workshop a tema) è una vera soddisfazione, così come è bello potersi confrontare con altre "cultrici" (e cito nuovamente Myriam che studiano nel concreto le varie componenti delle calze prima di cimentarsi con la stesura del modello.
Perché una cosa è affrontare la tecnica (l'architettura delle calze è vasta e molto articolata), altro è ricopiare modelli altrui con piccole modifiche personali.



Il gruppo del KAL mi ha anche dato l'opportunità di conoscere amiche preziose per lavorare insieme al progetto delle Tamerlano, il modello pubblicato all'inizio di Settembre ed ispirato ai mosaici del celebre Mausoleo. Carla, Elena, Silvina e Betta, oltre a realizzare delle bellissime versioni delle mie calze, mi hanno aiutata a superare quegli ostacoli che un modello impegnativo come questo avrebbe potuto avere se non fosse stato illustrato in maniera adeguata.
Adesso ho intenzione di riprendere alcune vecchie ispirazioni riguardo ai cappelli, sicuramente le vedremo insieme nel prossimo post.
Buon inizio di settimana! 

Commenti

  1. Mi piace questo rinnovato spirito! Concordo in pieno su tutto quello che hai detto riguardo la mancanza di stimoli causata dalla deriva della creatività e dal mancato senso di umiltà nostrani, ma ero certissima che il tuo amore per la maglia non sarebbe morto! 😍

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    1. Assolutamente no, anche se adesso tocca competere con ago e filo!!!

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