Riflessioni durante l'ultima domenica di Gennaio.

In questi giorni sto passando in rassegna alcuni eventi di maglia, valutando se proporre la mia candidatura per eventuali corsi o più semplicemente se sbirciare fra gli espositori avendo modo di toccare con mano alcuni filati di cui sento spesso parlare.
Foglio alla mano, ho stilato un elenco di costi da sostenere (viaggio, pernottamento, colazione e pranzo) e il quadro che ne è venuto fuori è stato assolutamente sconfortante. Niente, anche stavolta dovrò rinunciare. 
Non ne faccio una questione di vita o di morte, ma tutto questo mi porta ad una considerazione: la maglia è ancora accessibile a tutti? 
Fatemi sapere cosa ne pensate, qui nei commenti o anche con un messaggio privato, mi piacerebbe approfondire con voi questo aspetto.

Commenti

  1. La tua riflessione è anche la mia, anche perchè la maggior parte di corsi, eventi, ritiri, fiere sono al nord. Quando vivevo a Genova era meno problematico muoversi, dalla Sicilia un disastro. Potrei dire che la maggior parte dei filati che compro non posso neanche toccarli e sono tagliata fuori da ogni circuito in presenza. Quindi no, la maglia non è per tutti.

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  2. Mhhh la domanda è lecita e non di semplice interpretazione. È accessibile a tutti? Oggettivamente ancora si, la maglia in se lo è, ma non tutti gli eventi invece lo sono. Poi dipende non solo dalle finanze ma anche dalle proprie aspettative cara Giusy. Se per esempio pago molto pretendo davvero l'eccellenza. Nel 2012 ho partecipato ad un retreat di 3 giorni e 4 notti in un meraviglioso resort nelle colline abbruzzesi, ho condiviso la gioia della maglia con knitter venute da tutto il mondo e ho avuto l'occasione di partecipare a 3 corsi di 8 ore ciascuno con insegnanti e designer di un certo calibro che mi hanno aperto mente e cuore e tante belle cose che non ci sarei arrivata in così breve da sola. Il retreat era organizzato alla perfezione, da una che di mestiere fa questo, crea eventi a tema arts and crafts, Franco/Americana, ti lascio immaginare il rigore nel far andare tutto nel verso giusto e la completa dedizione alla soddisfazione delle partecipanti, oserei dire Ineccepibile in ogni aspetto, tanto che ancora oggi sento nostalgia per quell'evento. Ammetto di aver pagato più di quello che allora potevo permettermi, ma ti giuro che ne è valsa la pena. Ecco di questo possiamo discutere. Se ne vale veramente la pena allora ti direi di buttarti, come farei io, ma se è qualcosa che lascia il tempo che trova, di cui "si vabbè, ma anche meh..." allora proverei ad alzare l'asticella e inizierei a fare cassa per qualcosa di cui valga veramente la pena.
    Scusa il papiro, ma questo è un argomento che mi sta molto a cuore. ❤

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  3. Assolutamente d'accordo con JDeeBella.. io non posso parlare di mostre ed eventi perché ho solo partecipato ad una edizione di Abilmente perché per il mio lavoro non posso spostarmi molto per molti giorni.. ma posso dirti quello che penso sul fare la maglia in senso stretto..
    Una volta si filava la lana delle proprie pecore, del prioprio cotone, la si lavorava o la si tesseva.. erano costi in termini di tempo: la gente non aveva soldi, ma maglioni caldissimi o asciugamani favolosamente assorbenti.. adesso svolgiamo altri lavori, forse il guadagno è maggiore.. ma per lavorare a maglia dobbiamo affrontare i costi di produzione dei filati.. e purtroppo i pastori che non possono permettersi di dedicarsi in proprio ai filati danno la lana a grandi aziende per evitare di buttarla.. non dico che questo sia il male, eh! Anzi! Buon per loro che possono guadagnare e sfruttare al massimo il loro lavoro.. ma passando da tante mani, alla fine un gomitolo viene a costare anche 7-8€ per 50gr.. di lana, figuriamoci il cachemire!
    Quindi.. secondo me, la maglia non è accessibile, ma come tutte le cose dobbiamo decidere cosa è una priorità per noi, cosa ci fa stare bene, cosa ci fa investire nel modo migliore il nostro tempo. Perché alla fine il vero valore è quello, non i soldi che spendiamo.. quante cose ti fanno stare male, ti fanno arrabbiare o ti fanno sentire insoddisfatta? Magari ci sprechi anche soldi.. ma alla fine della tua vita, se per una volta hai rinunciato a spendere quei 60-70€ che ti avrebbero permesso di farti un maglione.. che ne hai ricevuto in cambio? Hai pagato la bollatta della luce? Beh.. sarà contenta l'Enel! Ma tu no.. per cui.. io preferisco essere felice io prima di tutto, poi magari la luce la pago con la mora, ma vado alla posta col mio bel maglioncino appena fatto :D

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  4. Ciao Giusy, tutti gli hobby se li fai con impegno richiedono un minimo di sacrificio in termini economici. Non è una prerogativa della maglia. È ovvio che se sei appassionata di maglia ti venga voglia di provare una nuova tecnica o un filato particolare, come è vero che se sei appassionato di modellismo ti venga voglia di fare un modello gigantesco di veliero ( che costa un patrimonio). Se poi ti devi spostare da casa per fare un corso è ovvio che i costi lievitino. Bisogna tenere presente il costo-beneficio. Lo stesso vale per lo yoga, la corsa ecc. Questo è quello che penso, Lilly

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  5. Ti chiedi se la maglia sia "ancora" accessibile a tutti... Perché, secondo te una volta gli eventi erano più accessibili? Per quel che ricordo io ce n'erano meno, poi sui costi non ti so dire perché non ho mai partecipato a corsi o workshop né visitato fiere del settore, in generale ho smesso molto tempo fa di andare alle fiere (del fumetto o della creatività) perché mi sembrava già all'epoca che il gioco non valesse la candela. Poi, come hanno già commentato altri, dipende da cosa chiedi alla maglia: il livello base, cioè del filato economico, un paio di ferri e le istruzioni per realizzare un capo, è accessibile praticamente a tutti; se vuoi un'esperienza più immersiva o prodotti di alta qualità, allora l'accessibilità diminuisce, come è normale che sia.
    Più che altro, cosa intendi con "accessibile"? Di prezzo basso? Disponibile sotto casa? Ottenibile in modo semplice, anche se costoso? Penso alle mercerie e ai negozi che chiudono, mentre online possiamo procurarci una gamma di filati che nessun negozio sotto casa potrebbe mai contenere... I filati sono più o meno accessibili di vent'anni fa?

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  6. Ciao 😀. Scusa l'intrusione, ho appena visto questo tuo blog e mi ha colpito l'osservazione che hai fatto nel tuo post. Io sono sopratutto una ricamatrice, ma mi piacerebbe molto saper fare la maglia. Nessuno mi ha mai insegnato e quel poco che ho fatto è stato eseguito tramite qualche tutorial . Ho visto le cose che fai, sono bellissime, sarei felice di poter padroneggiare così bene ferri da maglia, o anche uncinetto . Sai, io ho cercato corsi. Eventi ce ne sono sempre al nord, e per me richiederebbe anche una certa spesa di viaggio e alloggio. I prezzi sono alti e non si sa mai se sarà un corso ben organizzato e serio, o spesso non si capisce se è solo per chi già è capace. In più c'è il costo dei materiali: un gomitolo di lana buona, che quindi è morbida, non buca e non si ritira, costa più che comprarsi il maglione già fatto, e soprattutto per me che non son brava, c'è il rischio di spendere molto per un risultato deludente. Non so quindi se la maglia è ancora accessibile a tutti. Quando ero piccola mia madre ci ha fatto ottimi, morbidi e durevoli maglioni con lana economica. Qualche anno fa invece mi fece una sciarpa con lana che costava poco e non riesco a metterla da quanto buca e pizzica. Ritengo quindi che non sia per tutti, è solo per chi già sa fare la maglia bene, e allora può comprarsi ottimi filati sicura del risultato, oppure, in merito ai corsi, per chi può spendere. Io per esempio ho rinunciato e se proprio voglio provare a fare qualcosa continuo ad affidarmi ai tutorial o a qualche libro (che spesso son spiegati male) e comprando nei negozi i gomitoli avazati, che mettono a sconto. Ma non si impara veramente se non si ha una maestra in carne ed ossa. Ciao, Rossella

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