Il potere delle immagini, così dicono.

Spesso leggo complimenti alle mie fotografie o comunque sul mio modo di esporre i progetti che realizzo. Ahimè non è sempre stato così, ricordo le prime foto di questo blog fatte sul pavimento o sulla coperta di un letto semi disfatto. Non so bene quando ho iniziato a curare maggiormente i miei scatti, ma ad un certo punto mi sono resa conto quanto fosse penalizzante il non mostrare in un determinato modo, soprattutto se volevo cimentarmi col design. 

Ci sono capi brutti, o anonimi, che fotografati in una determinata maniera diventano fantastici.

È vero anche l'eccesso opposto, l'uso di orpelli shabby chic unitamente ad una profusione di lucine che fanno tanto "Natale tutto l'anno", oppure modelle ammiccanti così preponderanti da oscurare tutto il resto.

La via giusta al solito è quella del buon senso.

Buone inquadrature, buone luci, messa a fuoco seria, foto "oneste". Dal canto mio cerco di non fare mai da modella (detesto mettermi in posa, non sorrido e so rendermi particolarmente brutta), di metterci sempre qualcosa che ricordi la mia formazione da architetto e il mio attaccamento alla terra dove vivo.


Ovviamente tutto questo discorso ha senso se si vuol intraprendere un determinato percorso simil-professionale, ma se le foto proprio non sono il nostro forte che facciamo, rinunciamo a pubblicare i nostri lavori? Assolutamente no, e in questo dobbiamo imparare molto dai gruppi di knitters straniere, perché il fine ultimo non è la qualità dell'immagine quanto lo stare insieme, il divertirsi ed il confrontarsi. Perciò non abbiate timore, tirate un bel respiro e buttatevi!!! Se poi la maestrina di turno vorrà criticarvi... alzate le spalle e pensate a quanto ferri e gomitoli vi fanno stare bene e infischiatevene!

Buona settimana! 

PS: in alto il collo "La vie est belle" della Kraemer (che nel frattempo ho finito) su cassetta della frutta e ciotolo di fiume special guest star. 

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