Domenica scorsa si è tenuta la quinta edizione dello Stitch’n Spritz! triestino. Le ore come al solito sono volate anche se, devo confessarvi, non ero molto presente essendo reduce da una nottata di viaggio pressoché insonne. Ma ciò non mi ha impedito di assolvere ai miei compiti di fotografa, di chiacchierare in inglese con Linda e di osservare personaggi bizzarri che si sono alternati in quelle tre ore. C’è chi ha tentato di commissionarci un maglione con lana atavica sulla quale chissà quante generazioni di tarme avranno banchettato, chi ha sottoposto al nostro buon cuore capi tarlati con la segreta speranza di un rammendo, e chi ha persino messo in dubbio che io potessi passare con scioltezza e disinvoltura dall’uso dei ferri dritti a quelli circolari (sgrunt!), ma tutto sommato il bello è anche questo.

In realtà questo incontro è stato molto affollato ed abbiamo conosciuto una simpatica signora che, oltre a conferire dignità a certa lana che è andata in giro quest’inverno – quella a retina, per intenderci – confezionando delle bellissime sciarpe-collane, ci ha mostrato le borse della sua ingegnosa mamma che, complice la bora, recupera i vecchi ombrelli e li trasforma in utilissimi shopper. Un’idea che le copierò sicuramente.

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Il modello al quale ho lavorato domenica è l’Helmi di Mari Muinonen, un delicato giacchino primaverile la cui particolarità è lo sprone con motivo a fogliette traforate, molto semplice da realizzare e di sicuro effetto.

Abbandonato il raglan, avevo davvero voglia di cimentarmi con qualcosa di nuovo. E ovviamente ho apportato le mie personali modifiche, non sia mai che seguo alla lettera un pattern! Per la scollatura ho seguito le indicazioni relative alla taglia più piccola, in modo da renderla meno profonda e più pratica, mentre, calcolando gli aumenti necessari e distribuendoli in maniera proporzionata, per il busto mi sono basata sulla taglia media, in modo da non aver quell’antipatico effetto della maglia che tira all’altezza del seno.

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Per la mia versione ho scelto una lana sottile di un bel viola. Attualmente sono quasi arrivata al bordo inferiore, dove replicherò un paio di piccole foglie. La vera sfida saranno le maniche, voglio provare a lavorarle contemporaneamente con due ferri circolari.

Dopotutto la tecnica vale per due paia di calzini, perché per le maniche no? Vi farò sapere.

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Lo scorso Stitch’n Spritz! avevo conosciuto di persona un’amica di twitter, Andrea Longo, una simpaticissima ragazzona americana che è la quintessenza della vera knitter: oltre ad essere bravissima nel lavorare a maglia, lei è una che la lana la carda, la fila e la tinge. Col gomitolino che mi aveva portato ho realizzato l’ennesimo Purse, stavolta però di dimensioni notevolmente maggiori, in grado di ospitare un ebook reader, per intenderci.

Così, se mai l’amato coniuge volesse farmene dono di uno tutto mio, avrei già la custodia pronta.

Da notare che stavolta mi sono finalmente ricordata di usare le piccole etichette confezionate in passato e mai applicate. Raffigurano la mia piccola Kitty che, anche se non più fisicamente con me, è sempre la regina incontrastata del mio cuore.


…perché sono appena rientrata da un breve – troppo breve ahimè – soggiorno nella mia Puglia ed ho finalmente potuto documentare tutti i piccoli grandi lavori completati nelle ultime settimane.

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Iniziamo sicuramente con il mio Duster Revisited di cui vi avevo parlato nel precedente post. La mia versione, rigorosamente topdown, è realizzata con un filato vecchissimo scucito da un altrettanto atavico maglione risalente probabilmente al periodo della mia adolescenza.

Per il corpetto mi sono avvalsa dell’esperienza acquisita con lo Sleeveless Cardi, il cui campione era abbastanza simile, ed ho realizzato sul davanti dei semplici aumenti per ricreare la scollatura a V, seguiti da altrettanto semplici diminuzioni per il disegno opposto.

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Il resto del modello invece riprende il pattern originale di Norah Gaughan, anche se riadattato al diverso numero di maglie ottenuto.

Insomma, mi ritengo molto soddisfatta del mio piccolo esperimento. Alla fine l’effetto è quello di un cardigan soffice e caldo, adatto sia per le giornate invernali trascorse nel tepore della propria casa, sia per quelle primaverili, usato come giacchino da abbinare ad una maglietta leggera o ad una camicia.

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In questi giorni ho anche portato a termine il mio Herbivore con la bellissima Araucania che mi ha regalato la mia Lilly. E’ un progetto divertentissimo, molto semplice da realizzare e alla fine anche abbastanza intuitivo.

Lo si può indossare come uno scialle, ma a me piace molto di più in questa versione sbarazzina…e con dei colori così come non sprizzare allegria?

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Sempre in tema di scialli, in questi giorni ho approfittato dell’aiuto della mamma – che in queste cose ha di gran lunga molta più pazienza di me – per bloccare la mia Colchinaceae, finalmente pronta per proteggermi dai malefici spifferi di aria fredda condizionata che immancabilmente la bella stagione porta con sé.

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L’esperienza acquisita nella precedente realizzazione mi ha sicuramente aiutata e nonostante le apparenze questo scialle è una miniera di tecniche nuove, dagli short rows all’i-cord bind off, tutte strategie vincenti da applicare immediatamente in altri progetti.

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E adesso?

Il periodo è di transizione, lo spessore dei filati diminuisce ed i colori diventano più brillanti, in attesa di lasciare il posto al cotone. Ma di questo ed altro parleremo nel prossimo post!


E’ risaputo che io detesti cucire. Magari se si tratta di pochette allegre per contenere i miei lavori non mi tiro indietro, anzi, ma se devo assemblare un maglione…proprio no, non lo faccio volentieri.

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Per cui pur amando moltissimo questo modello, il Tilted Duster di Norah Gaughan, ho rimandato a lungo la sua realizzazione. Studiando il pattern, facendo un paio di calcoli, approfittando di un momento di relativa calma, alla fine ho deciso: ne trasformo la lavorazione adottando il metodo topdown.

La creatura sta prendendo forma pian piano e, nonostante la lana usata – vecchissima e assolutamente riciclata – forse non fosse la più adatta, l’effetto mi piace e credo mi darà grande soddisfazione. Se non altro l’esperienza mi aiuterà a replicare questo bellissimo cardigan.

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Nel frattempo si è tenuto la scorsa domenica il quarto incontro del gruppo Stitch’n Spritz di Trieste. Inutile dire che è stato divertente e ricco di sorprese, ed io ho anche conosciuto di persona Andrea, una simpaticissima ragazza californiana che ho fra i miei contatti Twitter. Ho ricevuto dei regali, una rivista ricca di pattern che sicuramente realizzerò per il prossimo inverno, ed un gomitolino di lana variopinta perché, come mi ha detto lei porgendomelo, leggendo il blog ha capito che mi piacciono i piccoli progetti. Verissimo. Infatti ho già in mente un ruolo adatto per quel blu!

Ahimè non ho foto da pubblicare, perché non sono mai digitale munita quando partecipo a questi incontri, sono troppo presa ad ascoltare, ridere ed osservare. E a immortalare Tibisay, diciamolo. Per cui se proprio siete curiose andate qui, c’è un nutrito resoconto del pomeriggio.

E se vi state chiedendo cosa stavo sferruzzando sappiate che sono alle prese con l’Herbivore di Steven West, il progetto perfetto da realizzare con l’Araucania di Lilly.