Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia.

Quando ho iniziato a scrivere questo post la tentazione di raccontare per filo e per segno tutto quello che mi è capitato in queste ultime settimana è stata forte. Poi ho pensato di affidarmi – e non tediarvi – ad una delle citazioni che maggiormente adoro. Sono stata travolta da una piccola ma fastidiosa tempesta ma, nonostante non sia del tutto passata, il fatto di esser riuscita ad infilare un piede fuori è già motivo di gioia e mi permette di essere più ottimista nei confronti dei giorni che verranno.

P_20140924_173125_HDR

Qui le giornate sono ancora molto belle e approfitto delle ore in cui Simone è all’asilo per terminare piccoli e grandi progetti lasciati in sospeso prima dell’estate.

Queste sono le Almondine di Anne Hanson e fanno parte di un bellissimo libro, Sock Knitting Master Class: Innovative Techniques & Patterns, che pian piano sto cercando di studiare per imparare tutto – o quasi – quel che c’è da sapere sulla costruzione delle calze.

Purtroppo mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo per questo filato che, sicuramente, non mette in risalto la bellezza della lavorazione, ma mi riprometto di rifarne un paio con lana meno variegata.

P_20140926_110550_HDR

Con gli avanzi mi sono divertita ad improvvisare un paio di calzini anche per Simone che però al momento non ne sembra particolarmente attratto.

Un abbraccio virtuale a tutte e buon inizio di settimana.


Tzugumi é lo pseudonimo che ho scelto quando, un bel po' di anni fa ormai, ho intrapreso l'esperienza del blog. In realtà avrebbe dovuto essere l'omaggio ad uno dei miei libri preferiti, Tsugumi di Banana Yoshimoto, ma chissà perché ho trascritto erroneamente il titolo.

Leggendo il bel post di Natascia ho ripensato agli scampoli di vita quotidiana che molte knitter - famose e non - condividono sui social. Ci sono quelle che si mostrano nell' atto di sferruzzare sempre - in autobus, in sala d'attesa, mentre puliscono il bagno o al ristorante (con buona pace dei commensali) - quelle che invece più semplicemente mostrano la loro giornata tipo, fatta di lavoro, famiglia, figli - per chi ne ha - ed ogni altro genere di attività.

Io ovviamente appartengo alla seconda categoria, lavoro a maglia - purtroppo e per fortuna - non tutto il tempo che vorrei.
Sono umbra di nascita, ma ho sempre vissuto in Puglia dove tutt'ora vivo felicemente, nell' eterna contraddizione fra le due culture: da una parte l'aspirazione ad una forma estrema di eremitaggio - unitamente ad un carattere piuttosto fumantino - dall' altra la voglia di stare con tantissima gente e la pazienza infinita.
Sono mamma, moglie e figlia, innamorata pazzamente degli uomini di casa e dei miei genitori.
Sono un architetto profondamente delusa dalla professione, ma non da quello che ho studiato.
Amo complicarmi la vita e semplificare quella degli altri.
Detesto stirare le camicie e far la spesa, ma mi piace cucinare.
Passo gran parte del tempo seduta per terra a gambe incrociate a giocare con le costruzioni (e con Simone).
Abito in una bizzarra casa-torre nel centro storico del mio paese, ma sogno di vivere in un faro.
Leggo solo autori giapponesi e vado matta per il film d'animazione di Miyazaki.
Ascolto musica strana.
Non mangio le melanzane e non bevo latte senza caffè.
Detesto i tacchi e guido come un uomo.
A quarant'anni ampiamente superati penso ancora a "cosa farò da grande".
Non sopporto chi intrattiene rapporti - professionali e non - per puro interesse e sono la paladina delle cause perse.
Sono snob nei rapporti col prossimo ma sono capacissima di ballare la pizzica con uno sconosciuto.
Mi rilassa far lavori da muratore ed ho una cura maniacale delle mie mani.
Detesto accumulare ricordi e oggetti superflui.
Vorrei fosse sempre Primavera o Autunno, però amo l'estate perché posso nuotare all' aperto.
Ho un carattere un po' rigido ma approfitto del Primitivo per lasciarmi andare.
Non parlo molto ma in certi frangenti, come questo, posso diventare logorroica e raccontare per ore i fatti miei.

Adesso tocca a voi, chi si nasconde il realtà dietro il vostro "profilo"?


PS: in perenne lotta con la tecnologia, pubblico questo post direttamente dal mio cellulare, per cui mi scuso in anticipo per "orrori" ed omissioni di link.

posted from Bloggeroid


Lo so che anche voi condividete con me la famigerata borsa di Mary Poppins. E’ una sacca dalle dimensioni sovraumane in cui gettate di tutto, dal dinosauro di plastica alle chiavi della macchina, dal cellulare alla confezione di salviettine umidificate. E’ un’entità che vive di vita propria, capace di fagocitare qualsiasi cosa, e potete restare ore a rovistare dentro con l’unica mano rimasta libera, tanto non troverete MAI quello che serve.

Premesso questo, negli ultimi tempi ho deciso di dotare il mio buco nero di tanti piccoli contenitori per razionalizzare gli oggetti e trovarli – si spera – più facilmente.

IMG_20140820_182952

La pochette in cotone, realizzata con avanzi veramente atavici (!!!) è partita senza avere uno scopo preciso. L’ho dotata di cerniera e di fodera interna, anch’essa realizzata con della tela di scarto.

Non è venuta fuori precisissima…ma la sua capacità di contenere svariati mazzi di chiavi è indiscussa.

IMG_20140822_154933

Poi è stata la volta della custodia per il mio cellulare, il cui schermo rischiava seriamente di rovinarsi.

I filati viola e grigio sono gli scarti dei miei primissimi berretti realizzati con i ferri circolari, mentre il filato giallo-grigio, lo sapete già, è il gomitolino tinto che vi ho mostrato nel precedente post. La giraffa mi è stata gentilmente concessa da Simone.

P_20140828_124811_HDR

Ed infine è toccato al tablet, al cui destino atroce è venuta prontamente in soccorso questa cover realizzata con una lana che, in passato, era un basco all’uncinetto di mia madre. I bottoni romantici li ho trovati tempo fa al locale mercato del mio paese e mi sono sembrati un modo spiritoso per realizzare la chiusura.

Il tutto rigorosamente all’uncinetto, perché è rilassante e soprattutto pratico da infilare in tasca mentre si corre dietro al piccolo birbante.

Buon weekend!


Eccomi qui dopo la prima turbolenta settimana di inserimento graduale all’asilo. Le cose purtroppo sono state più difficili del previsto e sia io che Simone abbiamo trascorso momenti di tensione e di ansia. Indubbiamente più da parte mia che dalla sua, ma tanto è bastato per rendere meno gioioso un momento che, almeno nella mia mente, dovrebbe esserlo.

Comunque oggi è andata un pizzico pizzico meglio ed io sono più serena e fiduciosa.

Vi mostro così le ultime matasse tinte quest’anno, giusto in tempo prima che l’ondata di freddo di fine estate rendesse il sole meno forte e quindi meno efficace.

CAM02056

Con un avanzo veramente esiguo di filato avevo sperimentato la combinazione del giallo e del nero: l’effetto mi è piaciuto così tanto che ho voluto provare a ripeterne l’applicazione su una matassa più grande.

P_20140831_120821_HDR[1]

Come sempre i colori hanno liberato dei pigmenti inaspettati e la mia matassa si è impreziosita con queste nuance del viola e del verde.

P_20140831_172615_HDR[1]

Poi è stata la volta del giallo e del turchese, col nero che è prima diventato grigio e poi viola.

P_20140831_172845_HDR

Infine i toni del rosa, del viola, del grigio e del giallo, tutti insieme a creare queste meravigliose sfumature.

Anche queste matasse riposano in un angolo del mio armadio, in attesa di esser trasformate in qualcosa di caldo e comodo. Nel frattempo il piccolo gomitolo giallo-grigio ha trovato una sua collocazione…ma ve la mostrerò la prossima volta.

Buon inizio di settimana!


Durante la breve pausa da web concessa(mi) lo scorso Agosto, ho impiegato le giornate più torride per continuare con i miei esperimenti di tintura, visto che l’afa inibiva l’uso di qualsiasi materiale e di qualsiasi strumento.

Queste che vi mostro sono delle matasse molto speciali perché regalo prezioso di due amiche alle quali sono particolarmente legata.

CAM02033

Come al solito ero partita da un’idea diversa, quella di lavorare col grigio e con il viola. Poi però ho trovato una bustina atavica di colorante rosso per uova, così ho cominciato ad applicarne una prima base, passando poi al viola e a dei tocchi di giallo e turchese col pennello.

Non ci ho fatto caso nell’immediato, ma in un certo senso stavo riproducendo uno degli abituali tramonti estivi qui in campagna, quando il cielo è coperto ed i raggi del sole, filtrando attraverso le nuvole, creano dei contrasti di colore particolarmente accesi.

CAM02035

Per un paio di giorni ho lasciato “cuocere” la mia lana avvolta, come di consueto, nella pellicola trasparente.

CAM02036

Ed eccola qui, con i suoi colori resi ancora più brillanti dalla componente in seta di questo bellissimo filato, pronta per essere “caciottata” e lavorata.

CAM02039

Come al solito non ho ancora deciso quale modello sceglierò di realizzare, ma so già che sarà come avere sempre con me l’abbraccio di queste persone speciali.

Ovviamente queste non sono state le ultime matasse con le quali ho giocato ed appena possibile vi mostrerò il resto del lavoro. La prossima settimana Simone comincerà la sua esperienza con l’asilo e, come di consueto in questi casi, sarò impegnata per il suo graduale inserimento.

Vi confesso che sono terrorizzata ed emozionata…ma non lo ammetterò mai.

Buon weekend a tutte!