Non so se capita anche a voi, ma spesso staccare da ferri e lana per tuffarmi nell'uncinetto è davvero molto rilassante. Se poi lo faccio per imparare anche qualcosa di nuovo, al relax si affianca la soddisfazione di aver creato qualcosa vagamente somigliante al progetto generale.

Dunque, io sono letteralmente innamorata di questa ragazza e del suo mondo. Le sue creature mi riportano alla memoria i primi anni della mia infanzia quando mi piaceva realizzare le bambole da sola, dotandole di accessori e di stanze arredate tutte per sé.

Ho sempre lavorato all'uncinetto, ma un conto è realizzare un centrino, un conto è cimentarsi con gli amigurumi. In realtà non sono difficilissimi, ma richiedono molta attenzione e - l'avreste mai detto - una certa pratica nel dar loro forma con l'imbottitura.

Ad ogni modo quest'anno, in pieno mood natalizio, ho pensato di vincere ogni paura e realizzare la mia versione dell'elfo disegnato dalla bravissima Ilaria.


Come sempre le spiegazioni sono dettagliate e molto chiare, per cui anche una principiante come me è perfettamente in grado di realizzare le varie parti che compongono il pupazzo...salvo magari poi assemblarle in maniera non proprio ortodossa!


Mentre procedevo nella sua realizzazione mi è improvvisamente venuta voglia di treccine...forse per l'espressione buffa che la mia inesperienza con l'ago ha conferito al suo sorriso. Così l'elfo è diventata un'elfa a tutti gli effetti.


Purtroppo a causa dei rimasugli di filato non proprio simili a quelli usati nel pattern originale ho dovuto improvvisare alcuni dettagli, però l'effetto finale mi è piaciuto molto e la prossima volta sarò dotata di tutto punto.
La mia amica Sonia dice che devo darle un nome...sinceramente non ci ho ancora pensato, ma sicuramente prima di Natale lo avrà...e sarà sicuramente un'elfa magica!

Nel frattempo cerco di completare alcuni progetti che vedranno la luce a Gennaio, anche se il mio cervello è già in vacanza.
Avete ricordato di scaricare i pattern miei e di Annalisa Dione disegnati in collaborazione con Crowdknitting? Mi raccomando! Magari la mia coperta è un po' lunga da finire...ma i guanti ursini sono perfetti per un regalo last minute...perciò accorrete, avete tempo fino alla fine del mese.





Quando in radio o in televisione passa la pubblicità della connessione veloce che unisce tutto il mondo da una parte sorrido, dall'altra mi arrabbio, perché alle soglie del 2015 io quella connessione veloce ancora non ce l'ho.
Questo per spiegare il perché, a festeggiamenti dell'Immacolata già conclusi, non vi ho aggiornato sulle ultime novità online già dal primo Dicembre.


Ad ogni modo questa è la prima. Si chiama Quartiere 206 ed è il mio nuovo pattern per Crowdknitting realizzato con il filato Melody di Mafil.

Il nome si riferisce al Friedrichstadt-Passagen di Berlino, un complesso di tre isolati di negozi collegati da gallerie sotterranee denominati quartieri e realizzati da architetti di fama internazionale.
In particolare il Quartiere 206, realizzato da Ming Pei, Cobb, Freed & Partners, si ispira all'architettura degli anni ’20 e all’Art Déco, con i mosaici marmorei colorati contenuti all'interno dell'atrio pubblico.
Questo modello nasce dalla suggestione dei moduli geometrici che costituiscono le pavimentazioni e da una personale combinazione cromatica del filato.




Nato per essere il classico plaid da divano, in realtà può essere realizzato in varie forme e misure. Il modulo quadrangolare è costituito dall'assemblaggio di triangoli speculari – modulo A e modulo B - realizzati singolarmente e cuciti insieme.
Le istruzioni per realizzarlo sono free per tutto il mese di Dicembre e disponibili nell'area pattern del sito.

La seconda novità riguarda invece la collaborazione con altre designers, fra cui le mie colleghe del Collettivo, per Cuore di Maglia.
La raccolta si chiama Sette e Mezzo. Schemi d'Autore e per il momento è in distribuzione presso le ambasciatrici o i knit cafè del Cuore sparsi un po' in tutta Italia, mentre dal 20 Dicembre sarà anche disponibile online.


Ho disegnato questo completo invernale fatto di un gioioso cappello e di un paio di calde moffole, in un periodo in cui la pioggia regnava sovrana ed io sognavo fortemente il sole. Song for sunshine è il nome scelto per il modello; nonostante il clima uggioso mi ricorderà comunque giornate di lavoro intense fatte di mail, chiacchiere e sorrisi, in un caldo abbraccio virtuale come sempre da Nord a Sud.


E adesso torno al lavoro. Perché Gennaio è alle porte e ci sono in vista ancora belle novità!






Ultimamente ho bisogno di ordine e di assegnare a tutte le cose il giusto ruolo. Senza necessariamente dover scomodare il dott. Freud, credo di essere arrivata al punto in cui ho voglia - e necessità - di un  cambiamento e se non mi libero di situazioni ed oggetti che popolano le mie giornate da tempi atavici non posso lasciare spazio alle novità.

Simone ormai frequenta con serenità l'asilo e nel mio ritrovato tempo libero mi aggiro per casa alla ricerca di materiale da riutilizzare per nuovi progetti a medio e lungo termine.
Nella scatola dello stash avevo alcuni gomitoli di morbida merino avanzati dalla lavorazione di capelli realizzati nel corso degli ultimi anni. Ho pensato di utilizzarli, combinandone i diversi colori, per un caldo sciarpone a coste da regalare a Simone.

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Il passaggio da una tonalità all'altra é reso più graduale attraverso la lavorazione a fasce e per la chiusura ho scelto di rifinire ricorrendo ai classici quattro ferri di maglia tubolare più chiusura elastica con ago. Un progettino semplice, pratico e un modo simpatico di riutilizzare  avanzi di filato.

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A proposito di Simone, avete ricordato di scaricare Himmelblau Cardigan dal sito di Crowdknitting? Il pattern è disponibile gratuitamente fino alla fine del mese e qui trovate anche i bellissimi gioielli all’uncinetto di Ilaria Caliri.

In attesa delle novità di Dicembre…una buona settimana a tutte!


Uno dei momenti più gratificanti nella mia giornata da knitter é quello di sferruzzare per una persona cara, sapendo che ciò che sto realizzando sarà apprezzato e soprattutto utile.
Messi da parte alcuni progetti che avevo iniziato per me, in questi giorni sono tornata a produrre calze da regalare alla mia mamma. Non sto lavorando alcun filato particolare, ho deciso piuttosto di sfruttare come meglio posso tutti quei piccoli avanzi che sono indegnamente parcheggiati da tempo nel mio cestino da lavoro. E non seguo neanche un pattern specifico, improvviso al momento cercando di distribuire come meglio posso i vari gomitoli leggermente differenti per peso o gradazione di colore.
Il risultato sono questi calzini bianchi, con le trecce che, oltre ad essere decorative , riescono a far aderire meglio la calza sul piede.
Buon weekend!






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Ideare un capo a maglia è un po' come lavorare ad un progetto architettonico, almeno per me.
Mi piace disegnarlo, scomporlo, ricomporlo, pensare che abbia un significato preciso e che ogni motivo segua una stessa linea.
Questo cardigan è nato da una texture molto semplice, realizzata attraverso l'uso di semplici maglie a diritto e a rovescio che creano un'alternanza a zig zag di triangoli opposti.
Mentre lo realizzavo ho pensato ad uno studio di progettazione che amo molto, la Coop Himmelb(l)au, i cui due architetti fondatori hanno un'originale visione-guida fondata sul concetto di Himmelblau (celeste) non come colore ma come idea di rendere con fantasia l'architettura, leggera e mutevole come le nuvole.
Leggero e mutevole come è, per me, il lavoro a maglia.


Il filato che ho adottato, il Cashmery Gold Di Mafil-Filmarket, è particolarmente adatto a questo tipo di lavorazione perché fa risaltare notevolmente la matrice geometrica del cardigan. Ed è morbido, leggero e molto caldo, perfetto per dei capi brillanti e confortevoli.


Le istruzioni per realizzarlo sono disponibili gratuitamente per tutto il mese di novembre sul sito di Crowdknitting che ringrazio per la possibilità concessami.
Inutile dire che chiunque decida di realizzarlo mi farà felicissima!
Buon inizio di settimana a tutte voi.