Ultimamente mi trovo sempre più spesso a leggere dichiarazioni di vario genere in merito ai modelli le cui istruzioni possono essere "scaricate" gratuitamente. Ci sono gruppi in cui la ricerca spasmodica del pattern free viene fatta dileggiando quei designer stronzi che osano chiedere qualche euro in cambio, oppure fanpage di produttori di filati che si vantano dei loro free download, omettendo magari che spesso gli autori dei modelli hanno lavorato senza alcun compenso in cambio di visibilità o di un paio di gomitoli.

Prima di dirvi come la penso vi propongo un piccolo esperimento.
Prendete un modello che vi piace, anche il più semplice.
Realizzatelo e scattate delle belle fotografie.
Poi ricopiate su un qualsiasi editor di testi le istruzioni : no, non usate il copia e incolla, dovete proprio scrivere tutto nuovamente, come fosse la trasposizione dei vostri appunti da carta a computer.
Impaginate infine il tutto, creando un accattivante mix di testi e fotografie.
Bene, quanto tempo avete impiegato?
Tanto. Nella migliore delle ipotesi l'intera giornata.

Quando il modello è completamente originale i tempi di lavoro possono dilatarsi notevolmente, dalla nascita dell'idea alla sua elaborazione mediante grafici, prove, test sui filati, correzioni ed editazione testi, immagini e chart.

Perché ho voluto proporvi questo esperimento?
Semplicemente per farvi capire quanta energia si impiega nella stesura dei pattern e perché bisognerebbe trattare i modelli altrui sempre con grande rispetto, siano essi gratuiti o non.

Purtroppo non è sempre così. C'è chi pensa di poter disporre liberamente del vostro lavoro, chi crede di comprarvi con un gomitolo, chi vi promette visibilità, a dispetto di quanto emerso con la campagna #coglioneno, ed anche chi acquista un vostro modello e pensa di aver il diritto di stamparne le istruzioni in svariate copie, giusto per animare un po' il proprio knit cafè. Pretendete sempre chiarezza in qualsiasi modalità di collaborazione e avvaletevi del diritto di decidere se mettere a disposizione in maniera gratuita il vostro lavoro.
È il vostro tempo, è il vostro nome.



Come vi avevo accennato nel post precedente, durante questo periodo di calma apparente sono stata impegnata con numerosi progetti, alcuni personali, altri in collaborazione con un brand che seguo dai tempi di "Unite Contro il Cancro" e che anche in questa occasione ha confermato professionalità e serietà.
Sto parlando di Bettaknit, un concentrato di filati di alta qualità da lavorare con i bellissimi ferri in legno.
Personalmente ho avuto la possibilità di testare la Merino Superwash: morbida, piacevole al tatto - non da quella sensazione plasticosa che spesso purtroppo i superwash hanno - e disponibile in una gamma di colori stupendi. Per altro, per me che amo le texture particolari, la definizione del modello durante la lavorazione è stata ottima.

Ecco i kit che ho disegnato per questo filato: 


Questo è il set Lizard, caratterizzato dal motivo a pelle di lucertola che tanto mi ha affascinato mentre studiavo le opere dell'architetto catalano Gaudì per altri progetti di cui vi parlerò. La sua realizzazione è semplicissima e la lavorazione viene fatta in piano sia per il cappello che per i guanti - si si! avete letto bene!!! -  con i ferri dritti e successivamente cucita. 

Casa Battlò

Dopo anni di lavorazione in tondo con i ferri circolari devo ammettere che tornare alle mie origini non è stato facile ma sono profondamente soddisfatta del risultato - soprattutto delle rifiniture - e mi farà molto piacere se, grazie a questi modelli, le persone che hanno difficoltà con i circolari ritroveranno la gioia della lavorazione in piano.


Lui invece è il Tamara Earflaps, un confortevole cappello col paraorecchie e caratterizzato da un rigido motivo geometrico reso meno austero dalla presenza dello spiritoso pom pom.
Si, anche lui è lavorato semplicemente in piano e poi cucito sul dietro.



Per la sua realizzazione mi sono ispirata invece alla pittrice Tamara de Lempicka e al suo autoritratto alla guida della Bugatti verde.

Per restare aggiornate sui prossimi progetti con Bettaknit potete seguirmi sulla pagina designer del sito, io sono qui.

Buon lunedi!




E' da quasi mezz'ora che inizio a scrivere questo post, poi cancello, poi riprendo nuovamente.
Non è facile riannodare i fili di un rapporto interrotto più di un mese fa con il mio blog e confesso che, come spesso mi è successo in passato, ho pensato di chiuder tutto e metter fine a questa esperienza nata tantissimi anni fa. 
In tutto questo tempo ho lavorato molto, ho ricevuto grandi soddisfazioni ma anche tantissime, troppe, delusioni. Fortunatamente riesco sempre a trarre nuovi stimoli anche dalle esperienze negative, per cui dopo aver riflettuto a lungo ho deciso di fare un cambio di rotta e di abbandonare i social - Facebook nello specifico - per tornare a quello che è il mio non-luogo ideale, il blog.

Ed ora parliamo di cose serie.


Lei è la mia amica Shamanta e questo è il mio nuovo modello, l'Hague, ispirato alla stazione centrale The Hague, progettata dallo studio Benthem Crouwel Architects per sostituire la vecchia stazione in cemento della capitale Den Haag, in Olanda.
E' realizzato con la bellissima Merino Superwash di Bettaknit, brand italiano con cui ho avuto il piacere di collaborare per la realizzazione di alcuni progetti di cui vi parlerò in seguito.
La sua lavorazione richiama la matrice geometrica che caratterizza l'edificio in vetro, non a caso definito cathedral of light .


Questo filato è particolarmente piacevole da lavorare. E' corposo, morbido, assolutamente non plasticoso al tatto come spesso accade con la maggior parte dei superwash, e caratterizzato da una gamma di colori insoliti e favolosi. Questo rosa ad esempio...non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto così tanto (io lo detesto il rosa!).


Per realizzarlo vi basterà un solo gomitolo, da lavorare con i ferri circolari e punte da 4 e 4,5 mm.
Le istruzioni come sempre le trovate nella sezione my design in alto, insieme agli altri modelli disponibili su Ravelry.
Buon inizio di settimana!


"Anche nei giorni in cui arriva una cattiva notizia può accadere qualcosa di buono, e il mondo non finisce né cambia così, da un momento all'altro."
( dal libro "Chie-chan e io" di Banana Yoshimoto) 

In questa strampalata estate, ricca di delusioni e di una notevole quantità di pugni nello stomaco,  qualcosa di buono è effettivamente accaduto.
Ho incontrato lei -  anche se al momento solo virtualmente - donna meravigliosa, artista brillante, amica attenta e premurosa. Una di quelle persone inconsapevoli della luce che sono capaci di emanare,  uno di quelli spiriti che ti avvolgono e coinvolgono piacevolmente, ravvivando la tua voglia di creare e di inseguire il tuo sogno. 


Katiuscia Bayslak, owner di The Yarn Juice, non è la solita dyer di filati: le sue matasse - una vera e propria esperienza sensoriale al tatto - rivelano una sensibilità per il colore davvero singolare.
Amante degli scialli, dopo il delizioso modello d'esordio Debut, mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta col suo May, realizzato attraverso la tecnica dei ferri accorciati. 

Lo scialle consta di quattro sezioni, di cui le prime tre  costituiscono il corpo e sono caratterizzate dalla stessa gradazione di colore, mentre la quarta, dalla tonalità contrastante, costituisce il bordo vero e proprio.
Il mio May è  lavorato con le sue "mini juice" (piccole matasse) del mio colore preferito, il blu, partendo dal tono più chiaro a quello più scuro, mentre il bordo è un bel giallo brillante che mette in risalto la particolare lavorazione.

Adesso mi accingo ad avviare uno dei modelli che prediligo in assoluto, il Nurmulintu, e con l'occasione avrò la possibilità di testare il merino-bamboo, sempre targato The Yarn Juice e creato apposta per me in un delicato giallo impreziosito da lievi pennellate di un chiaro glicine.

Il sodalizio non finisce qui! Ma di questo e di nuovi progetti parleremo prossimamente.
Buon inizio di settimana!


Eccomi di ritorno dalle mie "ferie mentali" con un leggero anticipo rispetto a quanto promesso nell'ultimo post.
Non siamo propriamente a Settembre ma, per qualche strana ragione, quest'anno il 29 Agosto sancisce di fatto la ripresa di tutte le attività ed io, che ero in fermento già da un po', non vedevo l'ora.
Le giornate sono state splendide, niente afa, niente sole accecante, pioggia quanto basta e venticello fresco per pensare a lungo e bene.
In genere io odio questo mese, mi sembra che tutto si perda nel caos e nella frenesia del traffico cittadino.
In realtà quest'anno Agosto per me è stato davvero importante. Ho preso decisioni importanti e fatto progetti a breve e lungo termine. Soprattutto ho troncato rapporti, lavorativi e non, che mi tenevano inchiodata in una sorta di limbo, in attesa che altri decidessero al posto mio, senza averne diritto alcuno. La sensazione che ne è derivata è stata assolutamente meravigliosa, di leggerezza e consapevolezza di sé.
Nei prossimi giorni vi racconterò con dovizia di particolari - e di fotografie - a cosa ho lavorato.
Adesso una tazza di caffè e buon lavoro!