Letargia apparente.



La fine dell'estate è sempre all'insegna della corsa contro il tempo, soprattutto quando si ha una casa in campagna e quando l'autunno arriva nettamente in anticipo, almeno qui in Puglia. 
Ci sono le piante da mettere al riparo, la piscina da coprire, gli attrezzi da chiudere nel capanno: tutto un mondo da far andare in letargo e da proteggere dal gelo che verrà.

Con la complicità della pioggia degli ultimi giorni ho ripreso a lavorare alla mia piccola collezione di calze. Questa purtroppo è la parte più noiosa di tutte, gli appunti che rigorosamente mi ostino nello scrivere a mano devono ora essere editati al portatile, fra fogli di testo e schemi graficizzati con i programmi di disegno.



E poi c'è la scelta della lingua in cui esprimere tutto questo, che non è ovviamente la mia madrelingua ma che, nel tempo, sento sempre più immediata e naturale.
Non è semplice costruire un pensiero seguendo la "maniera anglosassone", ma ho deciso di dare la priorità a questa lingua principalmente per una questione di gratitudine.

In tutti questi anni in cui ho intrapreso lo studio delle calze il maggior sostegno ed entusiasmo li ho riscontrati nelle persone che ho conosciuto frequentando i gruppi stranieri. In Italia - ad eccezione delle mie amiche che hanno sempre accolto con gioia ogni mio nuovo modello - purtroppo non esiste tuttora una cultura delle calze così come la intendo io.
Ci si ostina a parlare di "calzini, calzette", riproponendo sempre e soltanto i soliti modelli in cui l'unica variante è il filato variegato. 
Ci si improvvisa insegnanti, ma guai a parlare di tecnica, di design e di modellazione. Un vizio caratteristico tutto italiano da cui francamente preferisco prendere le distanze.

Così, a costo di sembrare Totò a Milano, mi ostino a lavorare in un modo diverso ma a me più congeniale.
Buon weekend!



Commenti

  1. Che belle le tue calze multicolori, Tzu.
    A me piace molto mettere a nanna le cose estive, in attesa del Generale Inverno.
    Ti mando un abbraccio
    Susanna

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    1. È il mio personale modo di portare brio nelle sonnacchiose giornate invernali 😊

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  2. Non sono mai riuscita a fare un paio di calze! Proprio non ci riesco.. da profana della maglia, sono autodidatta, mia nonna mi ha insegnato solo a fare diritto e rovescio tutto il resto l'ho imparato da video su yt, ti posso dire che hai perfettamente ragione, i pattern che si trovano in italiano sono molto semplici e comuni e molto spesso un pò datati, se si vuole osare un pò di più dobbiamo buttarci nel mondo anglosassone o nordico e così non resta che sorpassare anche lo scoglio della lingua. Se si passa al crochet il mondo Russo è un patrimonio ma purtroppo lì l'ostacolo linguistico è a mio avviso davvero ostico!

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    1. Sai che anche per quanto riguarda la maglia le russe sono spettacolari??? forse a volte un po' leziose, ma sempre originali e stimolanti!

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