Fra poco più di due settimane sarà ufficialmente estate, eppure qui le temperature sono ancora piuttosto basse per la media. Per fortuna pare, e sottolineo pare, abbia smesso di piovere, così io e Simone abbiamo ripreso le nostre mattinate oziose a spasso per il tratturo, alla ricerca di ghiande, sassolini e fiori.

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Tempo fa ho realizzato un secondo cappello di cotone, utilissimo per le consuete correnti d’aria, con un cotone riciclato da un vecchio maglione anni ‘80, periodo in cui il blu elettrico era di gran moda.

Il modello è il famosissimo Windschief di Stephen West, veloce da realizzare e molto versatile nel suo disegno.

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Al solito Simone lo indossa volentieri ed io penso di replicarlo ancora in una versione estiva col cotone e in successive invernali con dei bei filati caldi, magari abbinando un collo invece delle consuete sciarpe.


"Non bisogna mai copiare per imbrogliare, bisogna copiare per capire. In questo caso copiare vuol dire imparare a fare ma ognuno di voi deve realizzare una propria idea personale che non sia copiata." Bruno Munari

Oggi pensavo che sarebbe bello se si riuscisse a raggiungere determinate mete solo grazie al proprio impegno, passando indenni attraverso antipatie e classici bastoni fra le ruote.

Ma purtroppo così non è, e prima o poi – da grande magari – dovrò farmene una ragione.

Nel frattempo lascio da parte diagrammi e calcoli complicati e mi rilasso un po’, cimentandomi con gli amigurumi che semplicissimi forse non sono, ma che fanno sicuramente parte della categoria che io definisco da soddisfazione immediata.

Come primo esperimento ho scelto un draghetto, il Baby Dragon di Kristy Tullus.

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i draghetti di Kristy Tullus

E come sempre incrocio le dita e spero che il soggetto piaccia al mio piccolo principe. Buon weekend!


Mi piace tantissimo sfogliare le vecchie riviste di lavori femminili. A quasi quarant'anni di distanza quelle pagine sono ricche di contenuti interessanti e per certi versi ancora molto attuali.
I modelli presentati ovviamente sono fuori moda, sia nelle loro linee che nei filati con cui erano realizzati, ma spesso é possibile trovare degli spunti per sviluppare un capo moderno.
In questo i moduli geometrici sono da considerare degli evergreen. E per deformazione professionale non posso non amarli.
Così, armata di fogli a quadretti e matita, cerco di trasferire su carta delle istruzioni non sempre chiare, come in questo caso. Istruzioni sbagliate, fra le altre cose.
Quando avrò finito di "tradurre in maglia" simboli ed annotazioni saprò se il mio lavoro é andato a buon fine.


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PicMonkey Collage

Realizzo solo adesso che mi son presa una pausa di circa un mese dal mio ultimo post, un periodo abbastanza lungo – con le festività pasquali a rallentare il tutto – in cui ho fatto davvero tantissime cose e speso tanta energia, finalmente positiva.

Questo collage riassume un po’ tutte le attività svolte da sola e con Simone:

1. Il cucciolo di casa finalmente mostra interesse per i pastelli e si lancia in pitture astratte oppure ordina mamma, ciuff ciuff! affinché disegni per lui scenari fantasiosi in cui trenini pieni di bimbi sorridenti si arrampicano su per la collina.

2. Le scatole di cartone sono state nostre fedeli alleate in questi interminabili giorni di pioggia. Ne basta una per giocare pomeriggi interi a ritagliare porte, finestre, forme geometriche, infilare un mattoncino o una mano.

3. Mi son fatta ritagliare nel legno dei socks stretchers, ossia quelle forme stilizzate del piede in cui infilare le calze. Il prototipo è ovviamente da migliorare ma da brava amante delle calze non potevo non averne.

4. Ho scoperto di avere la campagna invasa dalla rubbia selvatica. Non ci avrei mai fatto caso se non lo avessi letto in questo bellissimo blog. Appena sarà possibile mi darò da fare per raccoglierne le radici, la stagione della tintura sta per riaprire i battenti.

5. Dopo secoli sono riuscita a fare una capatina al mercato settimanale del mio paese e sono tornata a casa con un discreto bottino, lana merino color panna, pseudo murrine e perline per nuovi stitchmarkers e carinissime etichette in legno da applicare alla mia produzione handmade.

6. Ho deciso di impegnarmi seriamente nel cucito ed ho seguito un corso per la realizzazione di una project bag in cui custodire i miei lavori a maglia. E’ stata una fatica immane, ma grazie alla pazienza della mia insegnante posso affermare di sapere qualcosina in più…

7. Ho realizzato un cardigan col famigerato cotone, seguendo le richieste di una cliente. Un’impresa titanica perché sembrava non prender forma, poi il bordo all’uncinetto ed i bottoni in madreperla mi hanno reso quasi orgogliosa del risultato, cosa che mi capita molto di rado.

8. In dirittura d’arrivo col mio Vertex Cardi ho capito che certe tecniche, per impararle, bisogna sperimentarle sulla propria pelle, anzi, sulle proprie dita. Perché puoi leggere tutti gli articoli e i libri che vuoi, ma se non applichi ciò che hai imparato, scoprendo anche di aver sbagliato, non puoi dire di esser migliorata.

Felice settimana a tutti!