Districandomi fra afa, scialli fatti e disfatti, cucciolo ribelle e pressione bassa, anche per questo mese sono riuscita a creare dei piccoli tutorial per Pianetadonna.

giugno 01 Sovrapposizioni è una coloratissima decorazione basata sulla sovrapposizione – appunto – di tre fiori realizzati all’uncinetto con cotoni colorati e spago da cucina.

Passepartout sfrutta anch’esso – ma in piccolo – il principio della sovrapposizione e può essere trasformato, come nel mio caso, in un elegante ciondolo.

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Coin Purse è un portaspiccioli realizzato ai ferri a maglia rasata. Vado particolarmente fiera di questo piccolo progetto perché, anche se in minima parte, ho ripreso in mano ago, filo e macchina per cucire…sperando di poter fare in seguito qualcosa di più complesso.

Tissue è un semplicissimo sacchetto lavorato a maglia bassa, con due cordoncini decorativi per chiuderlo alle estremità.

Per Portachiavi infine ho eseguito un piccolo rettangolo decorato con un fiore dal colore contrastante, utilizzando una fascetta a maglia bassa ed un bottone per agganciare l’anello portachiavi.

I link dei progetti già pubblicati li trovate nella sezione tutorial in alto sotto l’header, in fase di aggiornamento in modo che possano essere tutti facilmente consultabili.

Buon weekend!


Comincio subito con lo specificare che le foto seguenti sono state scattate molto prima che il grande caldo scoppiasse anche qui. Lo dico affinché a nessuno venga in mente di fare uno squillo al telefono azzurro.

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Questo pulloverino, battezzato Little Stripes, è nato riciclando uno dei miei primi maglioni a jaquard risalente ai tempi del liceo. Il filato, pura lana, era della Ornaghi, lo ricordo ancora.

Per realizzarlo ho usato le stesse indicazioni – ad eccezione della parte relativa alla treccia – del precedente Soledad. Stessa tecnica bottom-up, stessa apertura sul collo, stesse dimensioni, sperando di poterlo usare nei primi giorni autunnali.

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Impegnato a giocare col papà, Simone mi ha concesso di indossare per qualche minuto il suo nuovo maglioncino.

Dura la vita del figlio di una knitter compulsiva…o no?


Ups…l’ho fatto di nuovo…

Tingere con i cubetti di ghiaccio è un’operazione troppo divertente per limitarla ad un caso sporadico ed isolato.

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Questa volta ho deciso di utilizzare solo due colori, immaginando una bellissima matassa con sfumature dal rosa al viola. Ma anche in questo caso l’effetto finale ha decisamente ribaltato la mia idea iniziale.

Identica procedura dell’esperimento precedente: bagno nel mordente, disposizione dei cubetti colorati dentro e sopra la matassa – perché la pirofila rettangolare era nel frattempo misteriosamente scomparsa – e cottura ai raggi del sole.

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Fin da subito i pigmenti blu evidentemente contenuti all’interno della polvere viola hanno rilasciato delle inattese sfumature turchesi, sempre più evidenti man mano che i cubetti si scioglievano.

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Alla fine la mia lana bianca, chiusa per una giornata intera nella pirofila sigillata da pellicola trasparente e stesa ad asciugare il giorno successivo, si è trasformata in questa bellissima matassa:

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Il filato è molto sottile e non sarà facile trovare il modello giusto per esaltarne la gamma cromatica…ma nell’attesa io mi porto avanti col lavoro!

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Come dice la mia amica Elisabetta, i gilet sono un capo d’abbigliamento prezioso per i bimbi, ti permettono di tenerli al caldo in queste giornate strane senza appesantirli troppo.

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Il Pembroke Vest di Kirsten Kapur è un delizioso gilet in cui le treccioline spuntano ovunque, dal delicato motivo che corre lungo i fianchi alla losanga che decora la parte centrale.

E, per me che mangio pane e seamless (lo sapete che ODIAVO le cuciture), si è trattata di una vera e propria sfida, essendo la lavorazione di tipo tradizionale: davanti, dietro, riprendi le maglie per il bordo degli scalfi, riprendi le maglie per il collo a V, cuci, nascondi i fili e tanti saluti al bottom-up e al topdown!

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Una faticaccia, lo ammetto, ripagata pienamente dalla soddisfazione di vedere un capo praticamente perfetto.

Il gilet è realizzato con la stessa lana celeste del Gramps Cardi, quindi in pieno spirito di riciclo del filato. Il pattern è abbastanza semplice e per nulla noioso, le trecce mantengono alta l’attenzione.

Ho allungato un po’ la lavorazione aumentando l’altezza fra bordo e scalfo ed inoltre ho rifinito lo scollo a V eseguendo le diminuzioni rispetto la maglia centrale – secondo i dettami della vecchia scuola – per dare una maggiore forma a punta.

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E il destinatario cosa ne pensa? Non è dato sapere, se l’è fatto infilare senza protestare ed è subito corso via a far manutenzione al suo mezzo di locomozione.


Anni fa mio marito mi ha regalato un’enorme borsa di pelle blu. E dire che fino a quel momento io detestavo quel genere di borse avendo sempre indossato tracolle poco più grandi di una postina. All’epoca la immaginavo piena di gomitoli e lavori a maglia da portare in giro per Trieste, in realtà è diventata con la nascita di Simone una perfetta borsa da mamma.

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Il caso ha voluto che in questi giorni sia partito il contest di Paperproject dedicato proprio alle nostre borse…e allora quale migliore occasione per sbirciare nella mia e in quella di altre mamme?

Il mio è un vero e proprio kit per la sopravvivenza quotidiana.

In alto a sinistra potete vedere salviettine per pulire le manine di Simone che ormai DEVONO toccare proprio di tutto, unitamente a biberon con acqua e biscottini – anche se in realtà lui è ghiotto di tarallini pugliesi – per gli attacchi di fame improvvisi.

A destra il mio Summer Flies per gli eccessi di vento freddo, spry antizanzare per proteggere me stessa e il mio piccolo, borsina della spesa comprata a Berlino e di cui Simone ha smarrito la custodia, portafogli trabordante di cose inutili, chiavi e la kokeshi realizzata da airali, regalo prezioso della mia CriCri.

In basso a sinistra lettore ebook per eventuali momenti di attesa, taccuino e inseparabile cellulare. Dimenticavo i fazzolettini di carta, cosa saremmo noi donne senza?

Se la mia borsa vi è piaciuta e volete votarla basta andare qui sul mio profilo instagram; inoltre vi consiglio di cercare le tag #borsadamamma, ci sono delle foto bellissime!