Cuci e scuci

Il bello del lavoro a maglia è che – nei limiti del possibile – permette di riciclare un capo all’infinito, trasformandolo e rendendolo più bello.

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Quando ero a Trieste avevo realizzato con una bellissima matassa di Araucania sui toni del verde il Travelling Woman di Liz Abinante. L’ho usato tantissimo, era perfetto sia per il clima autunnale che per quello primaverile.

Ma il bordo lace aveva bisogno di essere messo in forma ad ogni lavaggio e con la nascita di Simone l’operazione è diventata pressoché impossibile, per cui alla fine il mio scialle aveva l’antiestetico aspetto di uno scaldacollo arrotolato.

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Quindi senza pensarci ho scucito il tutto ed avviato l’Herbivore di Stephen West che ho già realizzato con lo stesso filato nei toni dell’arancio-viola e che nonostante i ripetuti lavaggi è sempre impeccabile nel suo cingere collo e spalla.

Ma siccome in un modo o nell’altro bisogna complicarsi la vita mi sono tuffata nella realizzazione del Pembroke, un bellissimo gilet di Kirsten Kapur per il mio Simone che però ha un grosso problema…prevede delle cuciture…

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Ad ogni modo pian piano e con tanta pazienza sto completando tutte le rifiniture, perché la Primavera sembra un anticipo d’estate e mi piacerebbe vederlo indossato prima di riporlo nel cassetto per il prossimo autunno.

Commenti

  1. Sto iniziando a capire molte cose della maglia ma questo fatto di scucire e dare nuova vista alla matassa credo che non lo imparerò mai... coraggiosa Giusi! :)

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  2. ciao! bellissimo il gilet per Simone! che bimbo fortunato! ^_^ una volta si usava molto riutilizzare i filati, ma io non l'ho mai fatto (e nemmeno pensato) però può essere una bella idea! un abbraccio
    stefi

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  3. Bisogna davvero imparare a riciclare! Io lo faccio, ma l'aspetto che mi pesa di più è proprio il disfare. Per fortuna ho la mia adorata mammina che si presta volentieri. Quando viene a trovarmi trova sempre qualche lavoretto che l'aspetta...
    Il colore della matassa è bellissimo! E anche il gilet di Simone non è niente male!

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  4. Io ho un paio di cosette che aspettano di essere disfatte, ma trovo sempre una scusa! E che alla fine mi spiace disfare un lavoro di ore e a cui sono affettivamente legata, vorrei quasi regalarle ma boh... sono un eterna indecisa! :)

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  5. Anche io odio i maglioni con le cuciture, ma non so fare neppure quelli senza, sono impedita, tu invece sei bravissima e lo penso davvero, non è una sviolinata.
    Mi sto cimentando, grazie a te, nella creazione del mio primo herbivore ed è stato un dramma: all'inizio non c'era verso di capire cosa volesse Stephen, tutti quei punti da prendere per traverso, i buchini malefici degli aumenti, la parte dritta e rovescia del lavoro, un geroglifico per me! Poi ho capito: si divide in due distinti dritti e due distinti rovesci. Così ho comperato della bella lana blu elettrico o bluette, non so ed ho iniziato. La cosa che mi lascia perplessa è che la prima sezione deve essere lunga 5 pollici, quindi 12,7 cm nella mia ignoranza più crassa in fatto di matematica e geometria, non capisco come, nella sezione 2 e solo con quella, si riesca ad avere uno scialle, che penso risulti poco più grande di uno scaldacollo, diviso in tre sezioni. Suppongo che tutto dipenderà dai nuovi marca punti che si metteranno e dai nuovi aumenti. Immagino non avrai capito nulla di questo mio delirio, e hai capito, sei un genio ed hai la mia assoluta ed incondizionata ammirazione.

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  6. ma tu sei instancabile e crei meraviglie...anzi le ricrei :) io sto poltrendo su un maglione da galletto da troppo...

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  7. Oddio io non l'avrei mai disfatto, magari lo lasciavo per occasioni sporadiche, ed in effetti ho l'armadio che straripa di maglioni pesanti(li adoro) che però con queste stagioni ormai hanno davvero un utilizzo minimo.Tu sei bravissima. .e fantastica nel riutilizzo del filato....devo imparare :o)

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