Non so come funziona da voi, ma qui il 22 Novembre, giorno di Santa Cecilia, si da il via ufficialmente al delirio…ahem…al periodo natalizio, fra addobbi, dolciumi e corse frenetiche agli ultimi regali.

Tutto questo affannarsi mi ha sempre lasciata alquanto insensibile, da quando poi è rinata in me la passione per la lana sono poche (o molte???) le cose che possono farmi felice.

In fondo noi LqA abbiamo poche pretese, poche ma molto precise. I nostri occhi brillano per delle matasse particolari, per dei colori brillanti, per un set di ferri intercambiabili, per dei marcapunti originali, per tutti quegli accessori di cui mai e poi mai potremmo fare a meno.

Poi ci sono i modelli da copiare, da inventare, da acquistare. Ecco…un bel libro di pattern tutto per noi, da accarezzare, sfogliare, annotare, riempire di post-it ed annusare. Come “23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro”, un libro che non solo fa del bene ma è fatto bene. Ricco di modelli vari per tutti i gusti e per tutti i livelli di difficoltà.

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Ci sono calze che avrete voglia di realizzare immediatamente, anche se finora avete sempre storto il naso ritenendole magari troppo poco femminili…

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Ci sono cappellini, guanti e scaldacollo che vi terranno al caldo durante le fredde giornate invernali e di cui andrete molto orgogliose perché nelle vetrine non si sono mai visti capi così belli…

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Ci sono scialli che vi renderanno molto chic e che faranno impallidire dall’invidia chi li ha sempre considerati roba da nonne…

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E poi c’è il mio scaldaspalle, il Celtic Plait Shrug…per rendere elegante un semplice vestitino o da indossare in maniera informale su una t-shirt ed un paio di jeans.

Che dite, vi ho convinte? Allora ordinatelo online – i link li trovate nella colonna a destra – per regalarlo ad una persona cara o per voi stesse…preparate lana, ferri ed uncinetti e divertitevi a realizzare tutto quello che vi piace…sarebbe bellissime, originalissime…e con una luce negli occhi diversa, perché fare bene del bene riscalda sempre il nostro cuore.

Tutte le foto presenti nel post sono state scattate da Federico Sangiorgi – tranne l’ultima che ritrae la sottoscritta prima della gravidanza – e le bellissime modelle indossano i capi realizzati direttamente dalle designer o dalle tester.

Per ulteriori informazioni leggere qui e qui.


Ogni anno attendo il periodo natalizio con sentimenti alterni. Tralasciando il prossimo Dicembre, che sarà speciale in ogni caso per la nascita del mio bambino, in genere all’approssimarsi delle feste mi ritrovo in un misto di indifferenza ed angoscia.
Da una parte adoro quest’atmosfera, i profumi della mia casa, il presepe e le statuine che son gli stessi da anni e che riportano alla memoria gesti antichi dei miei nonni, dall’altra odio il regalo a tutti i costi, le corse sfrenate, le crisi isteriche, i doni inutili e lo spreco.
Da quando è riesplosa in me la passione per la maglia, i miei regali sono necessariamente tutti handmade. Con rinnovata gioia e soddisfazione, visto che le mie super-modelle dimostrano di gradire molto le mie creazioni. E pare che questa sia ormai una tendenza generale, il fatto-a-mano personalizzato e col cuore contro il dono anonimo senz’anima.
Immagine © DROPS Design
Ci sono molti siti, come ad esempio Drops Design, che ogni anno dedicano una sezione gift proprio per l’auto realizzazione dei regali.


Ve lo dico subito, questo post sarà un pout pourri.

Ormai la data presunta del parto si avvicina (potete dare un’occhiata al contatore qui al lato) e la mia permanenza al computer diventa sempre più sporadica, fra pupo che non ama stare seduto con la sua mamma – e quindi scalcia – e schiena che reclama ergonomia e praticità. Noncelapossofare…

Così, prima che mi si impedisca del tutto l’accesso al mio portatile, vi mostro tutta la mia produzione degli ultimi tempi…per fortuna la nausea da knitting è stata ampliamente debellata per lasciar posto ad una necessità compulsiva di aver sempre qualcosa pronto sui ferri, per superare indenne le notti insonni che son sempre più frequenti.

DSCN4127 Il cardigan – a dir la verità mi sembra più un cappottino – è stato finalmente rifinito, stirato e corredato dei famosi bottoncini a forma di gattino.

Il modello è il Garter Yoke Baby Cardi, ormai lo sapete, uno dei pattern topdown più semplici da realizzare per il vostro bebè, soprattutto perchè si presta a mille adattamenti e variazioni.

DSCN4131Il cappellino invece non segue alcuno schema preciso, è semplicemente lavorato in tondo predisponendo le diminuzioni ad intervalli precisi, così da creare quel simpatico effetto a girandola.

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Ovviamente anche la mia valigia da futura mamma che raggiunge in tutta fretta l’ospedale  è pronta – o quasi – e quali migliori ciabattine di queste con le trecce per una knitter che si rispetti? Le mie sono della Scholl, in lana e pelliccetta rigorosamente sintetica, per tenere al caldo i piedi anche se già so che in reparto ci saranno temperature tropicali!

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Essendo quasi giunta al termine della mia “lievitazione” i capi che riesco ad indossare si contano ahimè sulle dita delle mani…ed avendo spesso necessità di avvolgermi nel caldo abbraccio di uno scialle, soprattutto nelle fughe notturne verso la cucina ed una tazza di camomilla fumante, ho pensato di utilizzare una vecchia lana rosa sfumata per l’ennesimo Lala’s Simple Shawl. Pratico, caldo, leggero, nessuno schema complicato e soddisfazione immediata.

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Veniamo ora alla sezione colli. Per il momento le temperature non sono ancora così rigide e non ho avuto modo di poter sfoggiare questa nuova creatura…ma è sempre meglio tenersi pronte per ogni evenienza no?

“Lui” è il Thermis, abbastanza semplice da realizzare con ogni tipo di filato. Fate attenzione però, il campione indicato è sbagliatissimo e soprattutto si ignorano le istruzioni oscure per la realizzazione delle asole dei bottoni. Ma con un po’ di buon senso e di pratica ci si arrangia tranquillamente da sole.

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Ovviamente, oltre alla mia versione in fucsia, c’è anche quella bicolore per la mamma, così che possa abbinarla al cappellino di Steven West del post precedente.

A differenza del mio, dove ci sono bottoni in legno decorati con motivi floreali, nel suo ha preferito non inserirli, perché le piace indossarlo al contrario, con la parte aperta verso le spalle per intenderci. Una licenza poetica che posso tranquillamente consentirle!

Con l’ennesimo Azzu’s sui ferri e col Caponcho in mente per allietare gli ultimi giorni della mia pancia (entrambi modelli della cara Emma) vi abbraccio tutte e spero di potervi tenere aggiornate ancora per un po’. Happy knitting!

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PS: avete letto il resoconto della presentazione del nostro libro a Trieste? No? Allora correte qui a gustare il racconto della giornata fatto dalla mia amica Valentina…nelle immagini ci sono anch’io su maxischermo…santo cielo!!!


Ogni knitter-lanistaquasianonima che si rispetti ha il suo designer preferito.

Il mio è senza dubbio Steven West, un simpaticissimo ragazzo che con i suoi modelli semplici ma di grand’effetto al tempo stesso mi ha immediatamente conquistata. Saranno i filati che sceglie ed i colori adottati, saranno la costruzione e la tridimensionalità dei pattern che parlano al mio cuore d’architetto…insomma: un suo capo prima o poi deve essere assaporato sui ferri.

Io mi ero già concessa uno Skinny lo scorso inverno, in versione viola-grigio, mentre in primavera era stato il turno dell’Herbivore, complice una bellissima matassa di Araucania regalatami dalla mia dolcissima Lilly.

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Chiacchierando con mia madre, scopro che il numero dei cappellini in suo possesso non è adeguato ad una mamma-di-knitter che si rispetti…e allora bisogna correre ai ripari, regalandole uno Skinny in versione Slouchy, realizzato nei colori beige e grigio, così simili da sembrare quasi un unico filato melange.

E’ un capo molto chic e sbarazzino al tempo stesso…esattamente quel che volevo.

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Con la matassa tinta lo scorso aprile, sempre pensando a lei e ai suoi colori preferiti, ho realizzato invece l’Herbivore, in versione extra-long, in modo da poter essere indossato tranquillamente attorno al collo, come fa abitualmente, oppure come un elegantissimo e informale scialle.

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E adesso??? Attendo con ansia di sfogliare il Westknits Book Three…ci sono già un paio di progetti che mi attirano come una calamita!

PS: pensate che abbia dimenticato il mio cucciolo? Giammai! Al prossimo post.