Ve li ricordate gli Easy Fingerless Gloves di quest’inverno? Sono stati il mio primo pattern (e per ora l’unico…ma sto lavorando per voi) pubblicati su Ravelry.

Oggi apro la pagina dei patterns alla ricerca di un coprispalle insolito (so già che me ne inventerò uno senza cuciture!) da sfoggiare in queste serate primaverili e cosa vedo?

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La mia faccia proprio lì, fra i designer members. Ok, non ho vinto alla lotteria né mi è stato attribuito alcun oscar, ma per me che non sono una knitter-star anche queste stupidaggini sono, in fondo, delle piccole soddisfazioni.


A tempo di record ho finito anche la mia versione in blu della collana all’uncinetto. Una volta capito l’assemblaggio indubbiamente l’operazione risulta più semplice e veloce.

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Anche in questo caso ho usato vecchissimo cotone di recupero. Il cordoncino, più corto della collana precedente perché io la preferisco più contenuta, è realizzato con la caterinetta e irrigidito all’interno con un semplicissimo filo di spago.

Rose e fiorellini sono di colore diverso e le perline stavolta sono inserite solo nelle corolle dei fiori celesti, per non appesantire troppo la visione d’insieme e per poter indossare la collana sia con un abbigliamento più sportivo – camicetta e jeans - che con uno più elegante – il classico vestitino primaverile.

Ed ecco qui l’effetto finale, un po’ diagonale e asimmetrico perché decisamente non amo le cose troppo rigide.

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Finally I finished my version of the blue crochet necklace. Once you understand how to assemble, the operation is easier and faster.

Even this time I used old cotton recovery. The cord, shorter than the previous series because I prefer the smaller, is made with my caterinetta and stiffened inside with a simple piece of string.
Roses and flowers are of different color and beads are included only into the light blue flowers, not to weigh too much the overview and to wear a necklace with a more casual attire - shirt and jeans - that with a more elegant - a classic spring dress.
And here is the final effect, a bit 'diagonal and asymmetrical because definitely I don’t like things too strict.


Nonostante le minacciose previsioni di pioggia e vento di maestrale, negli ultimi giorni – almeno qui – ha fatto un gran caldo ed il cielo è limpidissimo, privo di nuvole e di un azzurro intenso.

Dopo essermi cimentata con la collana all’uncinetto ed averne piacevolmente apprezzato il risultato finale, ho deciso che si, una simile me la merito anch’io. Soprattutto in questo periodo in cui l’umore è ai minimi storici ho proprio bisogno di qualcosa che mi rallegri e mi illumini il viso, magari da indossare con una semplice camicia bianca nelle passeggiate quotidiane per le viuzze del mio paese.

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Così eccomi nuovamente alle prese con roselline e fogliette, stavolta nelle tonalità carta da zucchero e celeste che la sottoscritta ama particolarmente. Praticamente tutte le componenti sono già pronte – ho finito anche il cordoncino con la fedele caterinetta – mi servono solo un paio d’ore di calma assoluta per comporre, cucire, osservare e approvare.

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Anche se amo lavorare la lana praticamente con ogni clima, quest’anno ho proprio voglia di usare tanto il cotone, soprattutto alla luce della mia ritrovata manualità che mi permette di controllare meglio la tensione di questo tipo di filato non sempre bellissimo da lavorare, soprattutto ai ferri. Per intenderci a me i punti venivano sempre o troppo stretti o troppo larghi, per nulla piacevoli da vedere.

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Questo è il nuovo progetto al quale sto lavorando: il cotone è riciclato da una mia vecchissima maglietta diventata ormai troppo larga e troppo corta, mentre il punto spina di pesce ad alveoli l’ho trovato qui e me ne sono subito innamorata, giudicandolo perfetto per sottolineare il punto vita. La tecnica, come al solito, è quella del topdown ed i ferri circolari sono abbastanza sottili, da 3.5mm.

Il resto – spero – sarà una sorpresa.


Ci sono dei modelli su Ravelry che possono essere considerati a pieno titolo dei veri must. In altre parole non puoi dirti una knitter accanita se non ne hai almeno uno di essi nel tuo notebook.

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Il Saroyan è il tributo che la designer Liz Abinante fa ad uno dei suoi personaggi preferiti della serie Bones, la dottoressa Camille Saroyan appunto. E’ una sciarpa – ma può anche diventare uno scialle – semplicissima, lavorata a punto legaccio e a maglia rasata diritta, il cui bordo è impreziosito da una serie di delicatissime foglie.

Il pattern originale è studiato per essere lavorato con i ferri da 6.0 mm. e si presta ai più svariati tipi di filati: se vi capita di fare un giro fra le immagini delle varie realizzazioni (attualmente ci sono ben 1085 progetti!) noterete come il Saroyan è bellissimo in ogni colore e in ogni sfumatura di lana.

Per il mio – che come al solito doveva essere semplicemente una prova – ho usato due vecchissimi gomitoli fucsia della Grignasco dallo spessore adatto per i ferri da 4.0 mm.

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Il risultato è una sciarpa un po’ più piccina che però, una volta indossata, è di grande effetto, soprattutto per il rilievo che il colore conferisce ai dettagli del motivo a foglie. Perfetta per proteggere il collo dalle insidie dei colpi d’aria anche nelle giornate primaverili più calde.

Con questo modello ho finalmente potuto cominciare a fare esperienza con la tecnica del bloccaggio. Diciamo subito che indubbiamente i ferri che ho usato per tirare il bordo a legaccio non sono dei più ortodossi, ma per il prossimo lavoro conto di essermi procurata quelli più sottili che spesso adotta la mitica autrice del blog Knitspot.

Il resto del procedimento è lo stesso che si trova illustrato un po’ ovunque: io in particolare l’ho trovato molto ben spiegato qui ed è anche per questo che alla fine mi sono decisa a tentare. Certo non ho alcuna intenzione di lanciarmi in splendidi scialli con la tecnica del lace – personalmente non mi stanno affatto bene – però indubbiamente il bloccaggio esalta molto i particolari e rende i lavori più belli da vedere.

Con somma soddisfazione della sottoscritta. Almeno in questo.


In principio fu questo bellissimo necklace a farmi innamorare dell’arte di creare gioielli attraverso l’uso sapiente dell’uncinetto.

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E siccome amo sperimentare e misurarmi con nuove sfide, giusto il tempo di trovare qualche avanzo di cotone nell’armadio delle meraviglie ed ero già pronta a cimentarmi nella creazione di foglie, rose, e fiorellini, anche se i filati non erano propriamente belli come quelli della collana a cui mi ispiravo… ma l’importante era imparare.

Superato anche l’ostacolo dell’i-cord con la realizzazione della mia caterinetta personale – un vecchio rocchetto trovato nella merceria di mamma e qualche chiodo rubato da papà – non mi restava che procedere.

Ed eccola qui la preziosa collana realizzata per un’occasione speciale. Tutto è nato seguendo le spiegazioni molto chiare di questo libro, il resto è venuto da sé, con un po’ di attenzione nella disposizione dei vari elementi e cura nel cucirli assieme con piccoli punti nascosti.

Il tocco di classe poi lo ha aggiunto mia madre – una vera e propria ciliegina sulla torta – sistemando nelle corolle delle piccole perle bianche.

Oggi poi la soddisfazione più grande, vederla indossata dal regale collo a cui era destinata. Un vero incanto! Dopotutto…ho la mamma più bella del mondo!


Durante questa settimana le giornate sono state abbastanza piacevoli, magari un po’ freddine nelle prime ore ma poi sempre piene di sole e di tepore. Non è ancora il momento per abbandonare certi fedeli compagni del passato inverno, però il clima è perfetto per indossare qualche capo diverso e colorato.

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Ve lo ricordate? Ne avevo parlato qui, si tratta dell’ennesimo cardigan realizzato con la tecnica del topdown, con filato riciclato da un vecchio maglione acquistato al mercatino dell’usato. Il collo è semplicissimo e le maniche sono a trequarti, anche perché ho dovuto ottimizzare la lana - che non era tantissima in realtà – tanto che alla fine ne sono avanzati giusto una decina di centimetri. I bottoni sono di un viola cangiante alla luce del sole e la chiusura è leggermente asimmetrica.

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Ed eccomi qui, come sempre a far da modella alla mia piccola creatura. La bellezza di questo filato è che, essendo sfumato in tonalità diverse di colore, permette di indossare il cardigan con vari tipi di magliette o di camicie, secondo la disponibilità e l’umore.

Oggi poi, approfittando dell’atmosfera ideale per le fotografie, mamma ha pensato bene di proporre la sua interpretazione del collo in lana - i miei autoscatti non le sono piaciuti – notando soprattutto l’affinità del color viola-glicine con quello delle fresie e degli iris.

Peccato poi che il sole sia andato via e che il cielo si sia annuvolato. Sarà per la prossima volta…anche perché c’è da immortalare il tuo collo in lana nera, vero mamma???

Buon weekend sferruzzoso!


Pensavo che non lo avrei usato, pensavo che una volta indossato sarebbe sembrato eccessivo viste le belle giornate di primavera che hanno baciato la Puglia in questo periodo. Ma non avevo fatto i conti con il maestrale, quel venticello tanto utile quando si tratta di spazzare via le nubi dal cielo e altrettanto antipatico quando ti coglie impreparata soffiando nei vicoli del centro storico.

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Il Wham Bam Thank You Lamb Neckwarmer è un progetto semplice e veloce, ci vogliono giusto un paio d’ore di sferruzzamento allegro a maglia legaccio, e l’effetto finale è sorprendentemente elegante nella sua asimmetria.

Comodo, pratico, caldissimo, un insostituibile amico per chi come me ha problemi con la famigerata cervicale o più semplicemente ama sentire il tepore dietro al collo. Da replicare in mille varianti per ogni occasione ed abbinamento di colore, divertendosi con i filati ed i pattern reversibili che più vi piacciono.

Questo nella foto era stato fatto quasi per gioco, abbinando insieme rimasugli di lana viola e glicine…giusto un esercitazione per un collo da indossare in casa nei momenti di relax. Invece è diventato compagno insostituibile delle ultime settimane, complice l’abbinamento perfetto con un cappottino grigio anch’esso asimmetrico.

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Ne ho realizzato anche uno di colore nero per la mamma…e nel frattempo ho già adocchiato una vecchia sciarpa coloratissima ma scomoda, da disfare e trasformare in due neckwarmers gemelli, uno per me e uno per lei, da indossare nelle prossime giornate invernali durante le uscite a due.