Vi avevo accennato in chiusura del precedente post che stavo lavorando ad un progetto particolare, complici un libro su come creare fiori e foglie all’uncinetto (o a maglia) ed una committente davvero speciale. Ecco qualche breve anticipazione.

Le spiegazioni, anche se in inglese, sono davvero semplici e chiare, inoltre i pattern all’uncinetto sono corredati da relativi schemi, per cui proprio non ci si può sbagliare. Ho cominciato ad esercitarmi con le foglie dai bordi irregolari, poi sono passata a semplici fiorellini a cinque petali per poi chiudere in bellezza con una piccola rosa.

Il tutto realizzato con scampoli di cotone vecchissimo che non avrei mai saputo o potuto utilizzare in altra maniera.

 

Già che c’ero, ispirata dalla presenza di un paio di limoni (con relativa foglia) appena raccolti dall’albero, mi sono divertita a creare una composizione, giocando ad inserire le mie “irish leaves”. Curiose, vero?

 

E adesso mi aspetta la parte più complicata….fili da fissare e nascondere, tricotin da irrigidire, elementi da comporre e cucire, sperando che il risultato finale sia degno di essere indossato dal di lei regale collo.

Per il momento direi che sono alquanto in alto mare…


Nonostante le temperature ed il clima generale non sembrino affatto prossimi alle tipiche giornate primaverili ho deciso di archiviare definitivamente la lana e di lanciarmi in riti scaramantici per propiziarmi sua maestà il Cotone, col quale notoriamente in passato non sono andata granché d’accordo; ho dedicato perciò questa settimana ad ultimare i lavori in sospeso e a mettere in ordine gugliate di lana avanzate e ferri del mestiere.

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Ve li ricordate i primi tre granny’s squares che avevo cominciato a mettere insieme per comporre un nuovo allegro tappetino? Dopo tranquille serate passate a uncinettare davanti ai miei imperdibili telefilm, ecco pronta l’ennesima ventata di colore – e di calore – per esorcizzare il cupo mobiletto porta-tv, gentile omaggio della suocera, tanto pratico e capiente quanto opprimente nel suo essere totalmente nero. 

Ho dovuto ricorrere a tutta la mia fantasia nell’abbinare i colori – perché stavolta ne avevo davvero pochi a disposizione – cercando di non mettere mai troppo vicine piastrelle simili, unificando poi il tutto con un giro di lana gialla e rifinendo con un bel viola brillante. Il tappetino avrebbe avuto bisogno di una piccola stiratura, ma l’entusiasmo di averlo finalmente ultimato ha prevalso su tutto!

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L’altro lavoro in sospeso è frutto dell’ennesimo riciclo di un maglione acquistato tempo fa al mercatino dell’usato con l’intento di trasformarlo in un poncho, possibilmente modello shadowbox. Ma siccome ultimamente i miei polpastrelli non sono attendibili, quello che al tatto mi era sembrato un ottimo filato da lavorare agevolmente con ferri da mm. 6 si è poi rivelato piuttosto adatto ad un mm. 8, accantonando per quest’anno ogni mio progetto di realizzare finalmente questo modello.

Così è nato il secondo Credevo fosse un poncho, stavolta in versione cardigan perché di lana a disposizione ne avevo un pochino di più. Rigorosamente con metodo topdown raglan, tanto per cambiare. In attesa di fare da modella a questo capo esclusivo, vogliate gradire la sua foto in stile oggetto misterioso

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Come accennavo prima, ieri ho cominciato i miei primi timidi approcci con il cotone, merito anche di un incarico affidatomi da una committente molto importante! Armata di un piccolo uncinetto e di vecchi gomitoli che conservo da quando ero teenager mi sono cimentata a realizzare foglie e fiori, secondo le chiarissime spiegazioni del favoloso  100 flowers to knit & crochet di Lesley Stanfield, un vero tripudio di forme e colori da realizzare e comporre secondo la propria creatività.

Per questo progetto ho anche richiesto la consulenza della mamma per rispolverare le nostre vecchie conoscenze in materia di tricotin e caterinetta. Al prossimo post per gli eventuali sviluppi dell’esperimento. Buon weekend!


Ce lo ripetono tutti, la Primavera è ormai imminente, le giornate sono diventate più luminose e l’aria è più tiepida e piacevole…eppure il cielo continua ad oscurarsi, rinunciare ad una bella sciarpa di lana è impossibile e gli ombrelli continuano sempre ad essere degli inseparabili compagni quotidiani.

Così è normale che, al minimo raggio di sole, si cerchi di correre fuori per godere pienamente del suo calore. In campagna, dai miei genitori, quest’anno l’erba è di un verde particolarmente intenso e, quasi a sorpresa, ci sono zone in cui le margherite costituiscono dei veri e propri tappeti fioriti. Fare una semplice passeggiata con mia madre, magari giocando con la nostra Bella, assume in questo contesto un valore speciale.

Io ne ho approfittato anche per immortalare la versione viola dell’ormai celeberrimo Snowdrop Beret, che avevo nel frattempo modificato ed allungato. Questo modello è stato realizzato con il filato Merino Mix Sport della Ornaghi, e, nonostante il colore sia fra i miei preferiti in assoluto, devo comunque confessare che purtroppo non regge il benché minimo confronto col precedente cappellino grigio, la cui lana ha una consistenza eccezionale, è morbidissima, luminosa….insomma, lavorarla è un vero piacere per la vista e per il tatto.

Rimando al prossimo inverno ulteriori esperimenti con altri colori: resta per il momento la soddisfazione di essere riuscita ancora una volta ad interpretare un pattern scritto da un’altra persona – in una lingua che non è la mia – e di aver finalmente fatto pace con i cappelli, portandoli con gioia (ed anche con una nota di vanto!) anche quando le temperature permettevano l’uso di chiome fluenti.

Nella cesta del lavoro rimangono adesso un topdown asimmetrico – di cui mi piacerebbe scrivere il tutorial – ed i coloratissimi quadratoni della nonna visti qualche post fa, per rallegrare un cupo quanto antipatico mobiletto porta-tv. Poi…la mia sarà un impari lotta per sfuggire alle lusinghe della lana, per dedicarmi finalmente alle canotte in cotone, anche perché la cara Cinzia mi ha giusto regalato un filato bellissimo che non può rimanere troppo a lungo nel suo scatolo. Ho già in mente alcune idee interessanti…ma di questo parleremo nei prossimi giorni.

Buon weekend!