un tuffo nel passato

Il lavorare a maglia fa parte della tradizione culturale di ogni popolazione e come tale è soggetto a differenziazioni a seconda dei luoghi e delle generazioni. Quando ero piccola mi soffermavo ad osservare le anziane del paese che sferruzzavano ad una velocità impressionante, armate di strani arnesi a metà fra ferro e uncinetto, con il filo che passava attorno al collo ed il gomitolo nascosto nel tascone del loro grembiule. A me la nonna ha insegnato a lavorare in maniera completamente diversa, però la curiosità di capire quelle strane movenze c’è sempre stata, così sabato pomeriggio ho chiesto alla mia vicina di mostrarmi il suo metodo e di insegnarmelo.

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Dopo averla osservata per circa un quarto d’ora sono finalmente riuscita  a comprendere le fasi basilari di questa arte antica con cui le donne confezionano – ancora oggi! – calde maglie interne realizzate con lana grezza e purissima.

Innanzitutto il ferro destro non viene mai tenuto sotto l’ascella, entrambi sono liberi di ruotare con dei leggeri movimenti dei polsi. La mano destra serra il filo e ne regola la tensione, la lana viene fatta passare attorno al collo e al pollice sinistro è affidato il compito più importante, ossia quello di predisporre il filato per la creazione della nuova maglia. Fin qui nulla di strano, se non fosse che…

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La maglia a rovescio è quella principale, per intenderci quella che viene utilizzata nella lavorazione del legaccio e che è anche la più semplice da eseguire. Il modo di infilare il ferro destro nella maglia a sinistra è lo stesso del metodo tradizionale con l’unica eccezione che il filo non viene portato dalla mano destra bensì dal pollice sinistro.

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La maglia diritta invece è un vero disastro, il ferro destro viene infilato nella maglia sul ferro sinistro come faremmo normalmente, salvo poi prodursi in un doppio avvitamento carpiato per incrociarla e renderla disponibile al filo che il pollice sinistro gentilmente le porge. Del perché le nostre nonne si complicassero la vita con una procedura così complicata francamente ignoro il motivo; c’è comunque da dire che ho eseguito la mia esercitazione con dei ferri non del tutto appropriati: come ho scritto prima ci vorrebbero quelli con l’estremità uncinata che agevolerebbe molto l’acquisizione della maglia durante gli incroci e le evoluzioni varie.

Insomma, detto fra noi, questa tecnica non mi è sembrata granché, anche perché i polsi sono sottoposti – almeno i miei – ad uno sforzo notevolmente maggiore. Sono contenta però di averla imparata perché ritengo che certe tradizioni non debbano assolutamente essere perse. Certo continuerò a lavorare come ho sempre fatto, però ogni tanto mi lascerò anche passare il filo dietro al collo, giusto per rinfrescare la memoria. In caso contrario posso sempre sbirciare i filmati che ha girato mio marito mentre la sottoscritta armeggiava disperatamente, roba da cineforum

Commenti

  1. Ah, cavolo ma allora non mi ero immaginata che esistesse un modo simile per lavorare la maglia!! Qualche tempo fa mi ero ricordata di aver visto filmati, per lo più americani, in cui i ferri erano liberi (no sotto l'ascella)e però non li ho più ritrovati!! grazie per la dritta, fermo restante che se tu hai difficoltà a lavorare in questo modo, puoi immaginarti io:-(
    E comunque hai ragione, è bello conservare memoria delle tradizioni, che costituiscono il bagaglio fondamentale da portarsi dietro nella vita e soprattutto belle le nonne, miniere di segreti e talenti. Ti auguro una splendida serata:-D

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  2. si , mi ricordo anche mia nonna usava lo stesso metodo. Ci ho provato spesso anch'io, ma per carità...troppo faticoso.

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  3. @bellanna: beh, in realtà nei filmati a cui ti riferisci il filo dietro al collo non viene usato, ma in effetti non ci sono ferri sotto le ascelle ed il filo viene passato attraverso le dita della mano sinistra. Puoi tranquillamente fare una ricerca su youtube, trovi tantissimi esempi :)

    @Marigio: io procedo troppo lentamente e comunque per il mio polso infiammato non è decisamente la procedura migliore!

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  4. Però, queste donne erano (e sono) veramente abili! Complimenti a loro e a te per la costanza :)
    PS: bel colore quello del tuo maglioncino!

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  5. Sono rimasta affascinata e un po´ incredula...hai ragione, queste tradizione non vanno perse, ma credo che ancora sia troppo per me imparare anche questa tecnica!
    Il mese scorso pero´ giravo per casa sferruzzando e tenendo il gomitolo nella tasca-marsupio della felpa!
    Trovo un non so che in comune!

    Pero´ e´ comodo, se suona qualcuno o devi alzarti porti tutto con te!

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  6. Sono d'accordo anch'io che le tradizioni vadano conservate. Ma complicarsi la vita, proprio no...
    Io ho sempre tenuto il ferro destro sotto l'ascella, ma questo metodo, a lungo andare, mi ha procurato notevoli dolori alle spalle. Ora ho scoperto i ferri circolari (Knit Pro: una goduria!) e lavoro con il metodo continentale, con il filo nella mano sinistra. Posso garantire che le mie spalle hanno tirato un sospiro di sollievo. Quindi sì alla tradizione, ma con un occhio alla comodità e alla salute...
    Elena

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  7. Io che ho imparato da nonna internet tengo tutte e due i ferri mobili. Ho visto una signora lavorare così una volta e a domanda mi ha risposto che è molto comune al sud/in Puglia (dove mi trovavo allora). Io non ho nemmeno provato, faccio fatica già così!
    Un bacionzo sorellonza.

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  8. Già quando lavoro per molto tempo mi si indolenziscono collo e spalle, e mi si informicola la mano sinistra, figurati se ci metto anche il polso... Però complimenti, è lodevole la tua voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo, anche se poi magari non lo utilizzerai più.
    :)
    Valeria

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  9. Cinzia: Stupendo Tzu! Anche mia nonna metteva il filo intorno al collo e teneva il gomitolo in grembo, ma lei mi ha insegnato a fare la maglia e il filo l'ho metto con la mano destra, il diritto è normale....forse non me lo ricordo o quanto meno avrò fatto io, automaticamente, delle modifiche per non soffrire maggiormente! Comunque è bello affiancarsi alle anziane, ti potrebbero insegnare cose oramai in disuso, ma stupende!

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  10. non c'entra nulla scusami con il tuo post ma volevo avvisarti che ti ho lasciato un premio da ritirare nel mio blog

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  11. Cinzia: per caso conosci il punto pavone? io lo facevo un sacco di anni fà, ora non lo ricordo più, ho serie difficoltà a leggere le spiegazioni dei giornali, forse, se tu lo conoscessi per lo potresti spiegare in un modo più semplice e comprensibile!

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  12. belle le tradizioni, anche la mia prozia continua a lavorare in quel modo!mentre mia nonna, sebbene sapesse usare questa tecnica "del filo dietro al collo", mi ha insegnato quella che usiamo noi oggi..però io credo che in un certo senso questa tradizione non la stiamo perdendo affatto..diciamo più che altro che si sta evolvendo,vedi giochi di ferri circolari con materiali ultramoderni,ma il creare dal nulla grazie ad un magico filo che si intreccia, per me è quella la grande tradizione da non perdere e che rimanda a tanti tanti anni fa :)

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  13. wow, che bello scoprire tecniche nuove, o antiche!!!
    forse è solo questione di abitudine, noi abbiamo imparato il metodo "moderno" e andiamo veloci cosi, magari le signore del tuo paese potrebbero pensare che il metodo strano è il nostro :-)
    Mi fa sorridere il filo intorno al collo... se si impiglia ti strozzi!!!

    p.s.
    li ho finiti!!! manca solo un pollice!!
    appena riesco ti mando le foto!!

    bacionissimi eli

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  14. Anch'io ho voluto imparare questo metodo da mia suocera pugliese.
    Il dritto è un pò un incubo hai ragione!
    Pensa che lei chiama il dritto rovescio e viceversa!

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  15. @Simona: guarda, rimpiango solo di non essermi soffermata prima su questo modo di lavorare, c'è tutto un mondo di tradizioni da scoprire!
    Il maglioncino è stato acquistato per riciclarne la lana, ma fra una cosa e l'altra lo tengo ancora così perchè è molto caldo :)

    @Lavinia: io ho un grembiule porta-lavoro che aveva confezionato mia madre quando a scuola studiava economia domestica, con un bel tascone aperto da parte a parte, comodo sia per il gomitolo sia per riporre momentaneamente lavori non troppo voluminosi. Ti dirò, è proprio comodo :)

    @elena: no, in effetti mi è piaciuto imparare per tramandare ai posteri, ma francamente è proprio scomodo. Anch'io spesso uso il continentale, ma ho ancora problemi col rovescio...umpf...

    @try2knit: mia nonna mi ha insegnato col ferro sotto l'ascella, eppure ci sono altre procedure, come l'avvio delle maglie, che io faccio in maniera completamente diversa dalle mie vicine...mi chiedo dove l'abbia imparato lei!!!

    @Val: più che altro ero curiosa di sapere se questo filo attorno al collo fosse di qualche aiuto...ma decisamente no :)

    @Cinzia: il prossimo step sono le calze, ricordo delle babucce fantastiche :) In questo momento non ce l'ho proprio presente il punto pavone, magari mandami la spiegazione che trovi sul giornale e provo a farlo :)

    @Karen: thanks :)

    @Lilly: è vero, indipendentemente dai mezzi che usiamo l'unica vera maglia rimane la trasformazione del filo in "tessuto" :)

    @Eli: eh si, alla fine la velocità è dettata dalla sicurezza che abbiamo nel ripetere sempre determinati gesti, giusti o sbagliati che siano!
    La mia vicina conosceva anche il "mio" metodo, poi però quando le ho mostrato il topdown che sto facendo l'ho messa KO ;)
    Il filo è fastidiosissimo a parer mio, se lo tendi troppo ti sega la parte superiore del collo!!!
    PS: evvai, tutto pronto per il prossimo post allora ;)

    @Knitaly: si infatti, anche la vicina mi ha presentato il rovescio come diritto!!! E abbiamo dovuto spiegarci un attimo per capire che stavamo parlando di die cose diverse!!! :)

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  16. Non ho letto tutto, mi sono soffermata sul "continentale", che è forse a rovescio di come si fa qui in Italia???
    Sai ho la FigliaGrande che è mancina, come faccio a farle imparare a lavorare a maglia???
    Hai una segnalazione da farmi???

    Grazie, R

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  17. Grazie per questo post, io sono convinta da sempre che le tradizioni iano la base da conoscere per poi evolversi, e vanno tenute in gran conto. Ma la cultura vera, in questo caso quella della maglia che in Italia si è quasi persa, come molte altre che hanno a che fare con l'artigianato, è viva finchè si evolve, e cambia, e da' vita a metodi nuovi e nuove tecniche. Il tuo contributo è stato davvero interessante, somiglia un po' al metodo continentale, per il fatto che il filo viene mosso con la mano sinistra.
    Grazie ancora Tzu!!

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  18. quante belle cose sto scoprendo intorno al mondo della lana, leggendoti! ah a proposito, sono ancora ferma al dritto, la fisioterapista mi sprona ad andare avanti nonostante le maglie perse, e la patetica sciarpa che sta venendo fuori...ma non mollo mica! a presto...
    leucosia.

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  19. @fiordicactus: uhm...sinceramente non saprei, da brava destrorsa non mi sono mai posta il problema...per cercherò di informarmi in rete ;)

    @Alessia: in effetti pare anche a me che ci siano affinità col metodo continentale, sarebbe interessante scoprire come sono avvenute certe contaminazioni :)

    @leucosia: assolutamente no, non devi mollare! Vedessi certi punti assurdi che facevo all'inizio! Tu persevera...e vedrai!

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  20. Io ricordo la mia bisnonna che lavorava così. Lei teneva una spilla da balia appesa al petto e ci faceva passare il filo. Io che ho imparato fin da piccola da mia zia con il metodo "ferro destro sotto l'ascella" le chiedevo sempre: ma perchè nonna lavori così? Lei non sapeva spiegarmelo, non si ricordava neanche più quando aveva imparato. Ti dirò che la cosa m'incuriosiva, ma non mi è mai venuto in mente di farmi insegnare. Avevo subodorato che era troppo faticoso e non valeva la pena? Ah ah!!!

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