Questo è un periodo pieno di impegni, in cui non riesco a trovare almeno un’oretta tutta mia per dedicarmi come si conviene alla mia attività preferita. In realtà non è che abbia deposto i ferri del mestiere, anzi, ho finito i Cabled Fingerless Gloves di due post fa e sto cominciando a selezionare tutti gli scampoli dei vari gomitoli, disponendoli per colore e spessore, in modo da procedere con i calzettoni, utilissimi per l’imminente inverno.

Però, come si conviene con ogni ossessione degna di questo nome, la mente è sempre alla ricerca di nuovi modelli. E lo fa in due modalità, o scrutando furtivamente le signore in attesa alla cassa del supermercato - se le malcapitate indossano capi fatti a mano - oppure perdendosi nel web, facendo una ricerca in quel girone infernale che è Ravelry o passando al setaccio tutta la nuova collezione di Drops Design.

Il tutto effettuato al grido disperato di…voglio un poncho!!!

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Il primo da sinistra (back and front) che proprio poncho non è ma è bellissimo lo stesso, è lo Shoulder warmer, un tripudio di trecce ed elementi pseudo-floreali dall’aspetto morbido e accogliente. A destra invece il poncho si arricchisce di un alto collo aperto da un lato e chiuso da grossi bottoni. If this won’t keep you warm nothing will! In effetti l’aspetto è così confortevole che, come recita la didascalia del pattern, se questo capo non vi terrà calde nessun altro vi riuscirà.

In basso invece ho scelto il Cape with sleeves , col collo alto, esteticamente forse più sobrio rispetto allo Shoulder warmer ma altrettanto morbido nell’aspetto, con la variante delle maniche per le più freddolose. Di seguito il Neck warmer, semplicissimo da realizzare con i ferri larghi e caratterizzato da un collo importante, ed infine il Cabled Capelet, altrettanto semplice, con una grande treccia presente su un lato.

shadowbox copy

Ma se ancora la varietà di modelli non fosse già tale da confondervi le idee, vi mostro il mio preferito in assoluto, il più semplice ma, a mio giudizio, il più elegante.

Si tratta dello Shadowbox di Alison Brookbanks, da realizzare assolutamente con un filato che sia già di per sé particolare, come ad esempio quello nell’immagine di cui adoro colore ed aspetto. Con lana grossa e adeguati ferri circolari il lavoro promette di procedere velocemente, ed alla fine il tocco di classe del bottone, grosso e importante.

Insomma…l’imbarazzo della scelta c’è. Manca solo il filato. Ma quello si rimedia, in qualche modo.

Prima di concludere, una piccola anticipazione. In questi giorni combatto la mia battaglia – persa in partenza – contro l’html per modificare (e personalizzare soprattutto) il mio piccolo blog di knitting e crochet. Sono cambiamenti necessari che preludono ad una svolta che ho deciso di intraprendere e che vorrei condividere con voi. Prossimamente su questi monitor.

Aggiornamento: è online il mio articolo su Leiweb!!!

 


Knitting Daily continua a deliziarmi con le sue newsletter: in quella di questa settimana vi è l’ebook gratuito Easy-Knit in cui vengono presentati sei progetti facili facili, non recentissimi ma pur sempre molto carini, a dimostrazione del fatto che la genialità di certi modelli non passa mai di moda. Questa ad esempio è la Knitting Needle Bag ideata da Pam Allen, di cui, inevitabilmente, mi sono perdutamente innamorata. Io la trovo splendida, mi piacciono da morire sia il punto a nocciole in diagonale usate per la borsa, sia l’idea dei ferri come una sorta di manici rigidi. Da inserire sicuramente nella mia lunghissima wish list.

Knitting Bag

Altra apprezzatissima newsletter che continua ad affascinarmi e ad essere fonte di ispirazione è quella di Etsy. In quella odierna, Baby, it’s cold outside, viene presentata una rassegna dei più interessanti capi realizzati a maglia e all’uncinetto per affrontare più confortevolmente (e con più brio!) l’inverno che si avvicina. Per non giungere impreparate all’appuntamento direi che uno di questi capi non può proprio mancare nell’armadio!

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Knitting Daily continues to delight me with its newsletter: this week there’s a free ebook, Easy-Knit, in which there are submitted six easy projects, not recent but still very nice, demonstrating that the genius of certain patterns never goes out of fashion. This is the Knitting Needle Bag designed by Pam Allen, and , inevitably, I was madly in love with it. Certainly it will be included in my very long wish list.

Another highly acclaimed newsletter that continues to fascinate and inspire me is the one from Etsy. In today's, Baby it's cold outside, it presents an overview of the most interesting patterns knitted and crocheted to deal more comfortably the winter that is approaching. We can’t arrive unprepared for the appointment, one of these leaders  can not miss in the closet!


Nonostante in autunno sia particolarmente bello starsene al calduccio in casa, magari comodamente sedute in poltrona a leggere o a sferruzzare, ci sono delle giornate in cui il tempo è talmente brutto  che anche l’entusiasmo per questi piccoli piaceri sembra svanire. Per me ieri è stato esattamente così, la pioggia incessante mi ha impigrita completamente, facendomi ciondolare davanti al cesto della lana senza prendere alcuna decisione in merito a nuovi lavori da cominciare.

shawl pin

Navigando svogliatamente fra i vari blog mi sono imbattuta in quello di Amrita, conoscenza recente, ed in  particolare nel suo post sul riutilizzo dei cerchietti in plastica delle bottiglie d’acqua. Così mi sono cimentata anch’io in questo recupero ed ho realizzato un semplicissimo shawl pin, ossia una spilla da stola: un giro di maglia bassa, dei piccoli petali, uno dei ferri del mio set da 3 mm. ed eccola qui.

cactus

Questo invece è un regalo che stavo preparando per un collega che si è trasferito in un altro ufficio e che, notoriamente, ha la capacità di far morire qualsiasi pianta nel giro di pochi giorni. L’idea di un cactus in lana che non necessitasse di particolari cure – se non spolverarlo ogni tanto! – ci era sembrata buona…ma poi mio marito ha detto che era troppo carino e lo voleva lui…adesso è in attesa di sassolini per simulare il terriccio e di qualche fiorellino (o spina )qua e là, prima di prendere posto sulla sua scrivania.

gloves        Per finire ho ripreso il modello dei Cabled Fingerless Gloves del post precedente, stavolta però usando la stessa lana della Kernel Scarf ed i ferri circolari da 3,5 mm. Direi che il risultato stavolta è decisamente migliore, così potrò indossarli in coordinato.

gloves        

Despite in this autumn is particularly beautiful to stay warm at home, maybe comfortably sitting in a chair reading or knitting, there are days when the weather is so bad that the enthusiasm for these little pleasures fade. For me yesterday was exactly that, the incessant rain has me completely lazy, letting dangle in front of the basket of wool without taking any decisions on new work to begin.

Browsing listlessly among the various blogs I came across one of Amrita, knowledge recently, particularly in her post on the reuse of small circles of plastic water bottles. So I have ventured myself in this recovery and I made a simple shawl pins: a round of crochet, small petals, one of my set of  3 mm. needles  and here it is.

This is a gift that I was preparing for a colleague who has moved into another office and that, notoriously, has the ability to kill any plant within a few days. We thought that the idea of a cactus in wool that does not need special treatment - if not dust each time! - was good ... but then my husband said it was too cute and he wanted for him ... now it is waiting for the dirt and pebbles to simulate some floret (or plug) here and there, before taking a seat on her desk .

Finally I took the model of Cabled Fingerless Gloves of the previous post, but this time using the same wool of the Kernel Scarf and circular needles 3.5 mm. I would say that the result this time is much better, so I can wear them in tandem.

 


Non lasciatevi ingannare dallo splendido sole che appare in queste fotografie, oggi ahimè è una giornata surreale, fatta di nebbia, di umidità e di tanto caldo (!!!). In realtà conservavo queste immagini da un po’ di tempo, in attesa che la mia amica MrsApple ricevesse il pacchetto che le avevo inviato. Anche se il Fragolino è un modello ormai arcinoto, per lei mi sono adoperata a scegliere la lana dal colore più verosimile - anche se poi ho scoperto che gli acheni ossia i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola sono gialli ed io li ho riprodotti in nero - e…insomma non volevo rovinarle la sorpresa.

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Mentre facevo le foto in giardino è venuta a trovarmi un’amica speciale, un’arzilla signora settantenne con cui condivido la passione per i gomitoli di lana. I ricci e le castagne provengono direttamente dal suo albero…e l’accostamento col cappellino ha subito ispirato questi scatti.

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Siccome nelle sue intenzioni, questo blog avrebbe dovuto essere come una sorta di agenda personale in cui trascrivere ricette e pattern – in quel periodo ero in pieno trasloco triestino – ogni tanto devo onorarne le premesse e pubblicare, appunto, anche un cake!

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Questa è la famosa ciambella di mele di cui è ghiottissimo mio marito…e va bene, lo confesso, è anche la mia preferita, soprattutto perché è molto semplice da preparare. Per la sua preparazione mi avvalgo di una sorta di robot da cucina – in realtà è un semplice sbattitore che impasta direttamente nella ciotola sottostante – così sono libera di aggirarmi attorno al tavolo mentre lui lavora per me.

Allora, innanzitutto si uniscono insieme 3 uova intere, 150 gr. di zucchero ed un misurino da 75ml di olio d’oliva. Essendo la lavorazione con lo sbattitore molto accurata, ciò che si ottiene è una crema bianca dall’aspetto molto invitante. Poi aggiungo circa 50 gr. di fecola e 250 gr. di farina 00, possibilmente setacciata. Durante l’operazione è opportuno versare gradualmente mezzo bicchiere di latte, per evitare che l’impasto diventi un conglomerato cementizio. Per ultima la consueta bustina di lievito per dolci. Infine – e qui entro in gioco io con il cucchiaio di legno – incorporo le mele (a cui ho aggiunto succo di limone e tanta tanta cannella, perché io la adoro!) e l’uva passa, precedentemente ammorbidita nell’acqua tiepida.

Una volta versato il composto nella teglia col mio forno ci vuole circa un’ora di cottura a circa 180°. Se lo preparate in serata forse è opportuno non cenare affatto…sparisce in un attimo!

Note al post: durante la scrittura ero allietata dal profumo proveniente dalla mia tazza di tè e sorseggiavo piacevolmente il Twinings alla Fragola e Mango regalatomi da Simona. E nel frattempo osservavo che nella foto della preparazione della torta compaiono i guanti montati sui Knit Picks.

 


Sono finalmente riuscita  a trovare il coraggio per uscire in giardino a fotografare le ultime creazioni. In casa non riesco mai a trovare ne’ l’ambientazione ne’ la luce corretta…ma andar fuori, fra freddo e pioggia, credetemi in questi giorni è davvero un’impresa!

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Questa è la famosa Kernel Scarf di due post fa, finita, lavata ma non fissata, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché sostanzialmente mi pare vada bene anche così. Per indossare questa sciarpa però devo assolutamente trovare una bella spilla…a me piacciono tanto queste, chissà che prima o poi non mi faccia un regalo.

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Questi invece sono i Cabled Fingerless Gloves del post precedente, in una versione rosa shocking che so farà arricciare più di un naso! In realtà i guanti sono stati un vero e proprio esperimento, non ho mai fatto modelli del genere finora  e mi serviva capire bene come creare gli aumenti per il pollice. Alla fine sono risultati molto più semplici di quel che credevo e lavorarli con i ferri circolari di Knit Picks è stato un totale relax…ma sono risultati un po’ abbondanti!!! Vabbè…come antesignani di una lunga serie conferirò a questi primi il rango di “guanti casalinghi”, salvo poi sbizzarrirmi con nuovi pattern e colori.


Sono quasi in dirittura d’arrivo con la mia sciarpa, ma come al solito la mente è già andata oltre, e stavolta la scelta è ricaduta su un bel paio di guanti senza dita. Invogliata inizialmente dal bel post di Alessia, convinta poi dalla sgradevole sensazione delle mani sul volante ghiacciato, ho cominciato a vedere alcuni pattern che avevo conservato per le grandi occasioni, con un’occhiata anche ai vari modelli proposti su Ravelry.

untitledI prescelti finora sono due, abbastanza semplici perché non ne ho mai fatti prima e mi piace procedere per gradi. I primi sono i Fetching , pubblicati su Knitty: Summer 2006, con un elegante motivo a trecce sul polso ed il pollice appena accennato. Non mi piace molto la rifinitura sulle dita, ma si può sempre migliorare.

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Questi invece sono i Cabled Fingerless , col motivo della treccia centrale e le coste che bordano sia il polso sia le dita. Sono più lunghi verso l’avambraccio e per una freddolosa come me non può che essere un vantaggio.

Durante il weekend ci penserò su…a meno che, come recita l’introduzione dei Fetching, “buy your yarn on Friday after work, and by Sunday evening you can have a new pair of stylish handwarmers to enhance your Monday commute”, ossia saranno già pronti per il prossimo lunedì!

 


…io sostituisco la mia pashmina in cotone con una sciarpa altrettanto leggera ma realizzata in lana. L’idea mi era venuta osservando il modello della Kernel Scarf apparsa su Knitty: Fall 2009, preziosa nella lavorazione del bordo e nell’uso delle losanghe traforate.  In questa stagione ho sempre bisogno di qualcosa che mi copra il collo, soprattutto all’altezza nella famigerata cervicale, e volevo un capo che mi tenesse calda e mi proteggesse, ma che al tempo stesso non mi conferisse quell’idea da eterna vecchietta!

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Confesso che però all’inizio la scelta del filato non è stata facile: fra quelli a mia disposizione, adatti per colore e morbidezza, alla fine o uno era troppo spesso o l’altro era troppo peloso, e tutta la lavorazione veniva pressoché vanificata, soprattutto confrontando i miei risultati con le immagini originali del kernel.

Alla fine ho optato per questa lana, sottile, brillante, pelosa ma non troppo.

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Mi piace perché rende l’idea di una sciarpa morbida, confortevole, ma allo stesso tempo elegante, da portare annodata sul petto, incrociata fissandola con uno spillone o semplicemente sulle spalle, in piena libertà.

Il punto non è particolarmente difficile, al solito bisogna comunque prestare un po’ d’attenzione, magari usando un righello per evidenziare man mano il diagramma. Nel modello originale sono previste anche delle perline…io per pigrizia non le ho inserite, non avevo voglia di cercarle fra le mie cianfrusaglie. Magari per la prossima volta ci penserò.

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... I am replacing my pashmina scarf in cotton with a light but also made wool. The idea came to me looking at the model of the Kernel Scarf appeared on knitty: Fall 2009, valuable in the processing of the edge and use of lozenges pierced. This season, I always need something that covers my neck, particularly at the notorious cervical, and I wanted a leader who held me warm and protect me, but at the same time I did not confer eternal idea from old!

But I confess that at first the choice of the yarn was not easy among those at my disposal, suitable for color and softness, end, or was too often one or the other was too hairy, and all the work was almost undone, especially comparing my results with the original images of the kernel.
In the end I opted for this wool, thin, shiny, hairy but not too much.

I like it because it makes the idea of a scarf, soft, comfortable, yet elegant, wearing knotted on his chest, staring with a cross pin or just on the back, in full freedom.
The point is not particularly difficult, as usual you still pay a little 'attention, perhaps using a ruler to highlight as the diagram. In the original model are also provided for the beads ... I am lazy I have not entered, I did not want to look for them in my junk. Maybe next time I'll think.


03Eccola qui, più veloce della luce, fresca fresca di chiusura, la mia Basketweave Scarf pronta per riscaldare il collo di mio marito…giusto in tempo perché pare che le temperature debbano abbassarsi notevolmente nel corso della prossima settimana (personalmente spero non troppo!).

Vi ricorderete che nel precedente post avevo espresso qualche perplessità in merito alle misure della mia sciarpa; alla fine ho usato un terzo filo in modo da lavorare con i ferri n. 7, ottenendo così maggiore larghezza e voluminosità.01

Il punto è abbastanza semplice, ma personalmente consiglio di riportare la spiegazione su carta attraverso un diagramma su carta quadrettata, perché distraendosi si può sbagliare più facilmente di quanto si pensi.

E adesso? Indovinate un po’ su cosa ho messo gli occhi stavolta? Se siete curiose sbirciate qui o qui…e fatemi sapere se piace anche a voi!

02Here it is, faster than light, fresh closing, my Basketweave Scarf ready to heat the neck of my husband ... just in time because it seems that temperatures should fall significantly during the next week (hopefully not too personally!).

You will recall that in the previous post I expressed some reservations about the measures of my scarf; in the end I used a third thread to work with the needles No 7, resulting in greater breadth and bulkiness.

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The pattern is simple enough, but would recommend to bring an explanation on paper through a diagram on squared paper, because you can make mistakes more easily distracted than you think.

And now? Guess' on what I've had my eye this time? If you're curious peek here or here ... and let me know if you like it too!